Uno degli argomenti più discussi sono i programmi spaziali avvolti dal riserbo. A tal proposito, Shenlong rientra in tale categoria di progetti. Il misterioso spazioplano riutilizzabile cinese è tornato in orbita il 6 febbraio. Con un lancio dal Centro di lancio di Jiuquan, una base che sorge nel deserto del Gobi e che negli anni è diventata uno dei pilastri del programma spaziale di Pechino. Si tratta della quarta missione attribuita al velivolo, e già la semplice cronologia dei voli precedenti racconta una storia interessante. Nel 2020 Shenlong aveva effettuato un test lampo, appena due giorni. Poi il salto notevole: 276 giorni nello spazio nel 2023, seguiti da altri 266 giorni nel 2024.
Shenlong: ecco i dettagli emersi sulla missione spaziale segreta
Al momento, le informazioni ufficiali restano poche. La versione diffusa dalle autorità cinesi parla di test tecnologici volti a rendere più accessibile e sostenibile l’uso pacifico dello spazio. Una formulazione che suona familiare, perché richiama da vicino quella adottata dagli Stati Uniti per l’X-37B (lo spazioplano automatico della United States Space Force). Il confronto viene quasi spontaneo. Ma è proprio nelle differenze che la vicenda si fa più intrigante. Se il velivolo statunitense mantiene un profilo operativo discreto e, per quanto noto pubblicamente, non ha mai attirato l’attenzione per manovre ravvicinate particolarmente “spettacolari”, Shenlong sembra aver mostrato comportamenti che hanno acceso l’interesse. Monitoraggi indipendenti e tracciamenti militari americani hanno segnalato il rilascio di uno o più oggetti in orbita. Dettaglio che ha immediatamente generato interrogativi.
A rendere il quadro ancora più suggestivo sono state alcune immagini raccolte nell’agosto 2024 dall’astrofilo austriaco Felix Schöfbänker. Gli scatti sembravano mostrare strutture dispiegate dal veicolo (forse pannelli solari, forse antenne). Non semplici dettagli tecnici, ma possibili indizi di attività operative tutt’altro che passive. Gli analisti leggono tali segnali in chiave strategica: Pechino potrebbe stare investendo seriamente in manovre che consentono a un veicolo di avvicinarsi in modo controllato a un altro oggetto spaziale. Parliamo di tecnologie che, sulla carta, hanno applicazioni nobili, ma che inevitabilmente sfiorano anche scenari militari e di sicurezza. Al momento non esistono prove concrete di un utilizzo offensivo o aggressivo. L’interpretazione più prudente, e probabilmente più realistica, è che Shenlong funzioni come prova per testare tecnologie avanzate, validare procedure e accumulare esperienza nello spazio.
