Un diamante rosa e trasparente da 37,41 carati sta riscrivendo alcune certezze della gemmologia. La particolarità non è solo cromatica: all’interno di un unico cristallo convivono due sezioni nettamente distinte, separate da una linea perfettamente piana. Da un lato un rosa intenso, dall’altro una porzione completamente incolore.
La pietra è stata estratta dalla miniera di Karowe Mine, in Botswana, e ha immediatamente attirato l’attenzione di geologi e laboratori gemmologici internazionali.
Un cristallo, due fasi di crescita
Le prime analisi non invasive condotte dal Gemological Institute of America hanno classificato il diamante come tipo IIa, categoria che identifica cristalli quasi privi di impurità chimiche. Questa caratteristica lo rende ancora più prezioso per comprendere l’origine della colorazione rosa.
L’imaging strutturale suggerisce una crescita in due momenti distinti. La porzione rosa si sarebbe formata per prima e avrebbe subito una deformazione plastica sotto pressioni estreme nel mantello terrestre, alterando la disposizione degli atomi e modificando l’interazione con la luce. La metà incolore sarebbe invece cresciuta successivamente, in condizioni più stabili e senza distorsioni interne rilevabili.
La separazione tra le due parti non mostra sfumature progressive: è una divisione netta, come se due capitoli geologici fossero stati saldati insieme senza transizione.
Un laboratorio naturale sul mantello terrestre
I diamanti bicolore non sono inediti, ma raramente raggiungono queste dimensioni e una tale precisione interna. Qui il cristallo funziona come un confronto diretto tra crescita deformata e crescita non deformata, racchiuse nello stesso corpo minerale.
La risalita verso la superficie è avvenuta attraverso una colata di kimberlite, il veicolo geologico che trasporta i diamanti dalle profondità del mantello fino alla crosta terrestre. In questo caso il processo ha preservato la struttura senza fratture, mantenendo intatta la testimonianza delle condizioni estreme di formazione.
Gli esperti richiamano paralleli con i celebri diamanti rosa della miniera di Argyle Mine, dove la colorazione è stata collegata a eventi tettonici antichi e a deformazioni cristalline profonde. Anche nel nuovo esemplare si legge una storia simile, ma condensata in un unico cristallo.
La decisione di non procedere al taglio prima del completamento delle analisi, previsto entro il 2026, privilegia la ricerca rispetto al mercato. Mantenere la gemma integra consente di applicare tecniche sempre più sofisticate per ricostruire la sequenza degli eventi che hanno generato la doppia natura del colore.
