Una ristrutturazione massiccia sta attraversando Meta, che non si limita a tagliare posti di lavoro ma sta anche spostando migliaia di persone verso nuovi incarichi focalizzati sull’intelligenza artificiale. La responsabile delle risorse umane dell’azienda, Janelle Gale, ha comunicato ai dipendenti che 7.000 di loro verranno trasferiti in quattro nuove organizzazioni interne dedicate alla creazione di strumenti e applicazioni basati sull’IA. In un memo interno, Gale avrebbe scritto che questa riorganizzazione “renderà l’azienda più produttiva e il lavoro più gratificante”.
Le nuove divisioni adotteranno strutture progettate con un approccio che Meta definisce “AI native”, con meno livelli di management per ogni dipendente. Gale ha chiesto ai lavoratori di restare a casa mercoledì 20 maggio, in attesa di una comunicazione ufficiale sui possibili nuovi ruoli assegnati, anche se alcuni trasferimenti erano già stati effettuati. Lo stesso giorno, l’azienda avrebbe iniziato a inviare notifiche anche a chi verrà licenziato.
Tagli e investimenti miliardari nell’IA
La questione non si ferma ai riassegnamenti. Già a fine aprile, Meta aveva annunciato il taglio di 8.000 posti di lavoro e la chiusura di altre 6.000 posizioni aperte. Gale, anche in quel caso tramite un memo, aveva spiegato che si trattava di uno sforzo continuo per far funzionare l’azienda in modo più efficiente e compensare altri investimenti. Non serviva leggere tra le righe per capire che quei famosi “altri investimenti” riguardavano proprio l’intelligenza artificiale. Del resto, l’intero settore tech sta seguendo la stessa traiettoria: tagliare personale per dirottare risorse verso lo sviluppo dell’IA.
Meta ha puntato con decisione sull’intelligenza artificiale dopo aver sostanzialmente ridimensionato i piani per il metaverso, che non ha mai davvero conquistato il pubblico come sperato. L’azienda sta pianificando la costruzione di data center con capacità di “decine di gigawatt” entro la fine del decennio. Ha creato un team dedicato alla “superintelligenza“, composto da esperti di IA, e lo stesso Mark Zuckerberg avrebbe selezionato personalmente alcune potenziali reclute, arrivando persino a invitarle a casa propria. Parallelamente, Meta sta sviluppando agenti IA e integrando il proprio chatbot in diversi prodotti della piattaforma. Zuckerberg avrebbe comunicato agli investitori che l’azienda prevede di spendere tra i 105 e i 125 miliardi di euro quest’anno, in larga parte per lo sviluppo legato all’intelligenza artificiale.
Quasi il 10% della forza lavoro coinvolta dai licenziamenti
Alla fine del 2025, Meta contava circa 78.000 dipendenti. I licenziamenti che riguarderanno 8.000 lavoratori elimineranno quindi quasi il 10% dei ruoli attuali all’interno dell’azienda. E non è finita qui: ulteriori tagli sarebbero previsti nel corso di quest’anno. Chi verrà colpito dai licenziamenti riceverà 16 settimane di buonuscita, più due settimane aggiuntive per ogni anno trascorso in azienda.
