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Nuovo diamante artificiale: scopriamo le sue caratteristiche
Il primo ritrovamento documentato risale al meteorite Canyon Diablo, precipitato in Arizona circa cinquantamila anni fa. L’impatto violento, unito a condizioni di pressione e temperatura estreme, avrebbe favorito la formazione di tale particolare architettura cristallina. Da allora, la sua reale natura ha alimentato un lungo dibattito scientifico. Per anni si è discusso se i campioni esistenti fossero davvero forme pure o semplicemente mescolanze imperfette tra grafite e diamante cubico. I tentativi di riprodurlo artificialmente, come quelli basati sull’esplosione controllata di grafite compressa, non avevano mai dato risultati soddisfacenti. Restituendo soltanto strutture disordinate e frammentarie.
Il traguardo raggiunto oggi è frutto del lavoro congiunto tra il Centre for High Pressure Science and Technology Advanced Research e l’Istituto di Ottica e Meccanica di Precisione dell’Accademia Cinese delle Scienze di Xi’an. I ricercatori hanno scelto grafite monocristallina di purezza elevatissima come materiale di partenza. Riducendo così il rischio di deviazioni verso la più comune disposizione cubica. Successivamente hanno sottoposto i campioni a condizioni di pressione e calore attentamente calibrate, mantenute uniformi in ogni direzione.
L’intero processo è stato seguito in tempo reale con fasci di raggi X. I quali hanno permesso di osservare la trasformazione della grafite in diamante esagonale. Ed anche di intervenire sui parametri per favorirne la stabilità. Il risultato ottenuto ha sorpreso anche gli stessi scienziati: minuscoli cristalli di lonsdaleite perfettamente formati, con dimensioni intorno ai cento micrometri, paragonabili allo spessore di un capello umano.










