Correva l’anno 2013 quando Sony lanciava in Asia PlayStation TV, conosciuta inizialmente come PS Vita TV. Una micro-console compatta, quasi invisibile nel salotto, pensata per portare su televisore una selezione di giochi PS Vita e PSP, oltre a funzioni come Remote Play con PS4 e accesso ai servizi di streaming dell’epoca. Non fu un successo commerciale travolgente. Anzi, in Occidente passò quasi inosservata. Eppure oggi, a distanza di oltre dieci anni, il suo nome torna a circolare.
Il leak che riapre la partita
L’indiscrezione arriva dal leaker Zuby_Tech su X: Sony starebbe valutando di riportare in vita il brand PlayStation TV. Nessuna specifica tecnica, nessuna roadmap ufficiale, solo un’indicazione che basta però a riaccendere le speculazioni. Quando un marchio viene “rispolverato”, raramente è per nostalgia. Di solito c’è dietro una strategia.
Cos’era davvero PlayStation TV
La PlayStation TV originale condivideva l’hardware con PlayStation Vita. Era, di fatto, una PS Vita senza schermo, pensata per chi voleva giocare in salotto con un controller tradizionale. Permetteva di eseguire una selezione di titoli Vita, giochi PSP digitali e contenuti PlayStation One Classics. In più offriva Remote Play con PlayStation 4, una funzione allora ancora sperimentale ma oggi centrale nell’ecosistema Sony. Il limite? Compatibilità parziale, catalogo frammentato e posizionamento poco chiaro. Non era una vera console domestica, non era una vera portatile. Era un ibrido in anticipo sui tempi, ma forse fuori contesto.
Perché oggi avrebbe più senso
Il mercato è cambiato. L’idea di dispositivi ibridi non è più un azzardo. Nintendo ha dimostrato con Switch che la convergenza tra portatile e domestico può funzionare. Sony, secondo varie indiscrezioni, starebbe lavorando a una nuova console portatile da affiancare alla futura generazione PlayStation. Qui entra in gioco il possibile ritorno di PlayStation TV. Se la prossima console portatile condividesse l’architettura con la futura PS6, un dispositivo o accessorio capace di trasformarla in esperienza da salotto diventerebbe coerente con la strategia di ecosistema.
