La battaglia legale tra Elon Musk e Sam Altman potrebbe avere una svolta decisiva nei prossimi giorni. Dopo tre settimane intense di dibattimento, la prima fase del processo si è chiusa con le arringhe finali dei rispettivi team legali, e ora tocca alla giuria. Nove giurati, sei donne e tre uomini, si riuniscono a partire da oggi per formulare un verdetto consultivo. La parola definitiva, però, spetterà alla giudice Yvonne Gonzalez Rogers, che avrà l’ultima voce in capitolo. E se le cose dovessero andare in una certa direzione, si aprirà anche una seconda fase del processo, dedicata ai cosiddetti rimedi.
Le accuse di Musk contro OpenAI, Altman e Microsoft
Al centro della vicenda c’è una questione enorme, che riguarda il senso stesso della fondazione di OpenAI. Elon Musk ha trascinato in tribunale OpenAI, Sam Altman, Greg Brockman e Microsoft, sostenendo che sarebbe stato tradito l’accordo originario. Quando nel 2015 Musk contribuì con circa 35 miliardi di euro alla nascita del progetto, la promessa era chiara: sviluppare un’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità, attraverso un’organizzazione senza scopo di lucro.
Secondo la ricostruzione portata avanti dalla difesa di Musk, Altman avrebbe di fatto “rubato un ente di beneficenza”, accettando i finanziamenti di Microsoft e trasformando OpenAI in un’azienda orientata al profitto. Le accuse formali mosse contro OpenAI, Altman e Brockman sono due: violazione dei termini dell’accordo e ingiusto arricchimento. Microsoft, dal canto suo, è stata accusata di favoreggiamento, perché sarebbe stata a conoscenza delle condizioni poste da Musk. Su questo punto, Satya Nadella ha dichiarato di non aver mai ricevuto obiezioni di alcun tipo.
La difesa di OpenAI ha risposto con un argomento procedurale non banale: in base allo statuto aziendale, eventuali denunce andavano presentate entro tre anni. Musk ha depositato la sua ad agosto 2024, e secondo i legali di OpenAI questo renderebbe tardiva qualsiasi richiesta di risarcimento, che sulla carta potrebbe arrivare fino a circa 124 miliardi di euro. Non solo: gli avvocati di OpenAI hanno anche accusato Musk di soffrire di “amnesia selettiva”, ricordando come in passato avesse proposto di trasformare la startup in una sussidiaria di Tesla, dunque un’azienda a scopo di lucro a tutti gli effetti.
Cosa succede se Musk vince il processo
La giuria dovrebbe esprimere il proprio verdetto entro questa settimana, e le implicazioni sono potenzialmente enormi. Se Elon Musk dovesse prevalere, si aprirebbe la seconda fase del processo, quella in cui la giudice Gonzalez Rogers deciderebbe quali rimedi applicare. E qui la faccenda si fa davvero grossa.
Oltre al risarcimento miliardario, Musk ha chiesto le dimissioni di Sam Altman e Greg Brockman, più l’annullamento della trasformazione aziendale di OpenAI completata a fine ottobre 2025. Questo, tradotto in termini pratici, bloccherebbe la quotazione in Borsa che OpenAI ha in programma entro la fine dell’anno. Un colpo che andrebbe ben oltre il piano simbolico, ridisegnando gli equilibri di potere nel settore dell’intelligenza artificiale.
