Pavel Durov, fondatore di Telegram, è al centro di un’indagine penale in Russia. A confermarlo è lo stesso imprenditore con un post su X. Qui ha segnalato come le autorità stiano esaminando il ruolo della sua piattaforma in relazione ad accuse di favoreggiamento di attività terroristiche. Secondo i media statali, Telegram non si limiterebbe a essere un semplice strumento di messaggistica, ma avrebbe facilitato attacchi contro il Paese. E, addirittura, funzionerebbe come canale di intelligence per l’Ucraina e per l’Occidente. La situazione si fa più intricata se si pensa a quanto accaduto pochi giorni fa, quando Mosca ha deciso di bloccare Telegram insieme a WhatsApp. L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di spingere gli utenti verso applicazioni nazionali controllate dallo Stato.
Pavel Durov e Telegram al centro di nuove accuse
Tale decisione, però, ha sollevato più di qualche perplessità. Telegram, infatti, è largamente utilizzata dai militari russi per coordinare operazioni sul campo, inviare allerte sulle regioni di confine e perfino diffondere comunicazioni ufficiali. Come quelle dalle figure istituzionali come il portavoce del presidente Vladimir Putin. In pratica, l’applicazione non è solo un canale di massa, ma anche uno strumento operativo essenziale.
Non sorprende quindi che il quotidiano statale Rossiiskaya Gazeta abbia bollato Telegram come uno degli strumenti principali dei servizi segreti della NATO e del governo di Kyiv. Stando alle ricostruzioni citate dal giornale, basate su informazioni del Federal Security Service, la piattaforma sarebbe coinvolta in intercettazioni, raccolta di dati di geolocalizzazione e intimidazioni rivolte a soldati e famiglie. Durov, dal canto suo, non ha commentato le accuse nel dettaglio.
La vicenda mostra come tecnologia, politica e conflitti internazionali possano intrecciarsi in modi complicati. Ciò trasformando uno strumento nato per connettere persone, come l’app Telegram, in un oggetto di controversia globale. Non resta che attendere per scoprire come muterà tale scenario e quali conseguenze ci saranno per il settore della comunicazione.
