Il mercato delle console portatili sta vivendo un momento di caos. Quella che fino a poco tempo fa sembrava una fiorente corsa all’ultima novità, ora si scontra con un ostacolo inatteso: la crisi dei chip di memoria. In Giappone, ASUS ha deciso di alzare di parecchio il prezzo della ROG Xbox Ally X. Mentre negli Stati Uniti la Legion Go 2 di Lenovo si fa pagare ben più del previsto. E Valve? Anche Steam Deck è diventato praticamente un oggetto da collezione, introvabile negli store americani. Nel dettaglio, la ROG Xbox Ally X sul sito ufficiale viene ora proposta a 169.800 yen, che al cambio fa circa 930 euro. Poco più di una settimana fa costava 30.000 yen in meno. La variante base, invece, resta stabile a 89.800 yen, così come le versioni “non Xbox” del ROG Ally. Per Lenovo, invece, la Legion Go 2 più prestante, con CPU AMD Ryzen Z2 Extreme, 32 GB di RAM LPDDR5X e 2 TB di SSD, ha superato i 1.800 dollari, circa 1.566 euro al cambio.
La crisi dei chip porta ad un aumento dei prezzi per le console portatili
Perché tali aumenti? Ufficialmente, nessuno dice nulla, ma il sospetto è che la scarsità di memorie veloci sta mettendo in difficoltà l’intero settore. Più il chip è performante, più diventa complicato da produrre, soprattutto ora che il mondo dell’AI sta divorando quantità enormi di RAM e SSD ad altissime prestazioni.
Anche Valve, di recente, ha annunciato il rinvio della sua Steam Machine citando lo stesso problema. Bloomberg ha riportato che Sony starebbe considerando di spostare il lancio della PlayStation 6 addirittura al 2028 o 2029. Ciò con la speranza che i costi dei chip si normalizzino. Nel frattempo, Nintendo sta valutando di aumentare il prezzo della Switch 2 già entro l’anno. A tal proposito, è utile sottolineare che il problema non riguarda solo le console. Dagli smartphone ai tablet, dai PC ai sistemi gaming più complessi, quasi tutto il settore tech consumer ne risente.
