Un nuovo esperimento diffuso dal creator del canale Jamie’s Brick Jams ha suscitato parecchia curiosità. Perché? Si parla di una dimostrazione dei principi dell’elettromagnetismo ottenuta senza ricorrere a moduli preassemblati o a schede di controllo complesse, creando un motore al di fuori del comune. Il progetto è ancor più affascinante perché nasce dall’uso quasi esclusivo di LEGO, integrati con pochi elementi elettronici essenziali. La struttura ospita un rotore con magneti al neodimio da 20 × 10 mm e una bobina avvolta a mano con circa 150 spire di filo di rame, alimentata da una semplice batteria da 9 volt. Quando la corrente attraversa la bobina, il campo magnetico interagisce con i magneti permanenti fissati sull’asse e genera la rotazione. Il movimento iniziale risulta immediato e visibile, trasformando un concetto teorico in un meccanismo fisico che si lascia osservare senza filtri.
La sincronizzazione che fa girare tutto nel motore
Il motore, però, richiede un controllo del tempo di attivazione della corrente per mantenere la rotazione continua. A questo scopo viene introdotta una seconda bobina con circa 100 spire di filo sottile, usata come sensore. Al passaggio del magnete, la bobina secondaria produce un segnale minimo che attiva un transistor TIP31C, incaricato di inviare un impulso breve e calibrato alla bobina principale. In tal modo la macchina si autoregola in tempo reale, senza microcontrollori e senza commutatori meccanici. La descrizione tecnica sottolinea come l’energia elettrica venga trasformata in moto grazie a un equilibrio tra induzione magnetica e tempistica degli impulsi, con una logica di funzionamento leggibile anche da chi osserva dall’esterno.
Con due magneti sul rotore, la velocità di base si attesta intorno ai 1.300 rpm. Collegando un sistema di ingranaggi con rapporto 1:3, l’albero di uscita può raggiungere teoricamente tra 3.900 e 4.000 giri al minuto (limite massimo del modello). Tale configurazione consente applicazioni dimostrative come la trazione di una piccola auto costruita con mattoncini. Le prove successive introducono un rotore con otto magneti: la velocità scende a circa 480 giri al minuto, mentre aumentano stabilità e coppia disponibile. La varietà delle configurazioni mette in luce come il numero di magneti influisca sul comportamento dinamico del motore, offrendo un confronto tra rapidità e forza. Il risultato è un esempio di divulgazione capace di unire gioco e scienza, con un dispositivo che trasforma semplici LEGO in una macchina funzionante.
