La storia di TP-Link negli Stati Uniti sembra sempre più complessa. Per settimane, l’azienda è stata al centro di un vero braccio di ferro politico e legale. Tutto è cominciato con un report di Microsoft nell’ottobre del 2025. Qui venivano segnalati migliaia di router TP-Link compromessi, usati da attori ostili per penetrare reti sensibili in Occidente. Think tank, fornitori del Dipartimento della Difesa, organizzazioni governative e non governative: nessuno sembrava immune. L’idea che tali dispositivi fossero venduti a prezzi stracciati per entrare in ogni casa americana aveva scatenato un’ondata di preoccupazione. Non a caso, TP-Link rappresenta circa il 65% dei router distribuiti dai provider statunitensi, spesso con il marchio dell’ISP stampato sopra. La presenza è capillare, praticamente ovunque. Tre dipartimenti federali ,Commercio, Difesa e Giustizia, si erano lanciati in indagini separate, e molti davano ormai per certo un divieto di vendita nazionale. Poi la Casa Bianca ha deciso di congelare il piano in attesa del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping.
TP-Link: ecco gli ultimi risvolti sul caso
Ma il Texas non si è fermato. Il procuratore generale Ken Paxton ha continuato la sua battaglia legale. Ciò puntando il dito contro TP-Link per marketing ingannevole e per aver permesso a hacker cinesi di accedere ai dispositivi degli americani. La battaglia statale era già iniziata nell’ottobre 2025 e ha portato a un divieto deciso dal governatore Greg Abbott, che ha escluso i prodotti TP-Link dall’uso tra i dipendenti statali.
L’azienda, dal canto suo, respinge tutto. Sostiene di essere di proprietà americana e di assemblare in Vietnam, ma il Texas insiste. Se i componenti arrivano dalla Cina, le direttive di Pechino potrebbero imporre firmware studiati per garantire l’accesso governativo, vanificando le rassicurazioni. Così la vicenda resta sospesa tra sicurezza nazionale e interessi commerciali. Il ban federale è stato rinviato, ma il caso non è chiuso. Non resta che attendere e scoprire i prossimi sviluppi sul caso che coinvolge TP-Link.
