Quando una realtà come DEF CON, nota nel mondo hacker, prende posizione su nomi noti della community, non si tratta mai di una semplice nota organizzativa. È un segnale, un modo per dire che certi legami, anche se non sfociano in reati, possono diventare incompatibili con l’immagine e i valori che un evento vuole incarnare. A tal proposito, seguendo una linea già vista con Black Hat e Code Blue, gli organizzatori hanno annunciato l’esclusione di Pablos Holman, Joichi Ito e Vincenzo Iozzo dalla prossima edizione di Las Vegas. Stavolta, però, il messaggio è stato meno criptico del solito. Nessuna formula diplomatica, nessun comunicato neutro. DEF CON ha collegato apertamente la decisione alla presenza dei tre nei documenti e nelle ricostruzioni giornalistiche legate a Jeffrey Epstein.
File Epstein: ecco perché tre hacker sono stati esclusi da DEF CON
Al momento, non risultano accuse penali contro Holman, Ito o Iozzo direttamente connesse agli Epstein Files. Scenario che crea una tensione difficile da sciogliere. Da un lato, infatti, è presente il diritto delle organizzazioni a proteggere reputazione e clima interno. Dall’altro il rischio di trasformare il sospetto in una sorta di sanzione informale. La reazione di Vincenzo Iozzo si inserisce esattamente in tale crepa. Quest’ultimo ha ribadito che i contatti con Epstein sarebbero stati limitati a conversazioni su possibili investimenti, mai concretizzati, e di non aver mai avuto alcun coinvolgimento in attività illegali.
Diverso, ma collegato, il caso di MIT Media Lab, da cui Joichi Ito si dimise nel 2019 dopo l’emersione dei legami finanziari con Epstein. Lì il nodo era economico e istituzionale; qui è comunitario e simbolico. Nel caso di Holman, poi, il dettaglio dei contatti pluriennali e delle ipotesi di partecipazione a DEF CON insieme a Epstein aggiunge un ulteriore strato di ambiguità. Anche se gli organizzatori hanno precisato che Epstein non avrebbe mai preso parte alla conferenza.
