Guardare il Festival di Sanremo 2026 solo in 4K, potrebbe essere ancora più bello per gli appassionati di musica italiana. Nelle ultime ore la notizia sta rimbalzando in giro, ma la vera novità è tecnica e viaggia dietro le quinte. Il segnale in 4K non è più affidato al sistema ibrido basato su HbbTV, ma arriva via etere sul digitale terrestre con standard DVB-T2. Il canale resta quello di sempre per chi cerca la versione Ultra: Rai 4K continua ad essere accessibile sul numero 101, ma la strada dietro al flusso è cambiata e con essa alcune scelte di rete che influiscono sulla qualità percepita e sulla compatibilità dei televisori.
La mossa segna la fine di una lunga fase sperimentale. La versione in HbbTV era in parte streaming e in parte broadcast, una soluzione che aveva funzionato per testare la tecnologia ma che mostrava limiti con apparecchi più datati e in condizioni di rete variabili. Il passaggio a DVB-T2 dovrebbe portare maggiore stabilità e una qualità più costante. Sul piano pratico questo vuol dire che lo spettatore riceverà il segnale direttamente via antenne e impianti di rete terrestre, evitando la dipendenza dalla connessione internet del televisore. Resta però da sottolineare un compromesso: per bilanciare le frequenze e la capacità di trasmissione, alcune reti della Rai hanno subìto modifiche. Secondo i rilievi tecnici, Rai 1, Rai 2 e Rai 3 ora trasmettono in HD a 720p con codifica HEVC e bitrate ridotto rispetto al passato. Sul fronte del 4K, inoltre, il multiplex terrestre offre un bitrate variabile che si colloca tra 8 e 14,5 megabit al secondo mentre sulle piattaforme satellitari come Tivùsat i valori tipici si aggirano tra 16 e 19,5 megabit al secondo. È una differenza che si può notare nelle scene più complesse e nei dettagli, ma la stabilità e la prevedibilità della trasmissione terrestre compensano spesso la perdita di picco di bitrate.
Che impatto per gli spettatori e cosa serve per ricevere il segnale
Per agganciare la nuova offerta in 4K serve un televisore compatibile con DVB-T2 e con la codifica HEVC Main 10. La buona notizia è che la maggior parte dei modelli venduti negli ultimi anni supporta questi standard, quindi molti utenti non dovranno cambiare apparecchio. Chi invece possiede televisori più vecchi potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di aggiornare il decoder o lanciarsi in un acquisto mirato. Dal punto di vista dell’esperienza, il passaggio dovrebbe tradursi in una visione più affidabile, meno soggetta a buffering e a cali quando la rete internet locale è congestionata. Questo vale soprattutto nei contesti dove il segnale terrestre è solido. Un altro punto rilevante riguarda la programmazione di Rai 4K oltre il Festival: non è ancora definito se il canale manterrà contenuti dimostrativi o se adotterà una programmazione stabile replicando in Ultra HD i programmi di Rai 1, eventualmente ricorrendo a upscaling quando il materiale nativo non è disponibile in 4K. La sensazione degli addetti ai lavori è che la soluzione terrestre abbia buone probabilità di diventare definitiva proprio perché risolve molte delle incompatibilità emerse con la soluzione HbbTV.
Le modifiche di rete non sono indolori. L’adeguamento dei canali in HD con bitrate più contenuti è una scelta tecnica che serve a liberare risorse per il flusso 4K su digitale. Chi guarda potrebbe notare una differenza nella ricchezza dei dettagli su Rai 1, Rai 2 e Rai 3 nelle scene a forte movimento. Il bilancio complessivo, però, tende verso il positivo: più stabilità per il 4K e una diffusione che non dipende dalla qualità della connessione internet del singolo utente. In più, la standardizzazione su DVB-T2 riduce i problemi di compatibilità riscontrati in passato con alcuni televisori durante la sperimentazione HbbTV.
Insomma la tecnologia fa un piccolo passo avanti dietro le quinte, mentre l’attenzione del pubblico resta focalizzata sulle canzoni e sugli ospiti. Chi vuole sfruttare al massimo la versione in Ultra HD del Festival verifichi la compatibilità del proprio televisore e, se necessario, valuti un aggiornamento del decoder. La festa continua sul palco, il segnale ora viaggia più direttamente verso il salotto.
