Le ricevute cartacee del Pos stanno per scomparire. Da marzo, per dimostrare un pagamento con carta non sarà più necessario conservare il classico tagliando stampato dal terminale. Basterà il documento digitale della transazione, purché riporti tutti i dati richiesti.
La novità è contenuta nel Decreto PNRR 2026 e segna un passaggio concreto verso la digitalizzazione fiscale. Non si tratta solo di una semplificazione pratica: cambia il modo in cui vengono gestite prove di pagamento, detrazioni e controlli.
Cosa cambia per i pagamenti Pos e per il modello 730
Il principio è semplice: le comunicazioni digitali inviate da banche e intermediari finanziari potranno sostituire le ricevute cartacee emesse dai terminali Pos per pagamenti con carta di credito, debito o prepagata.
Ai fini fiscali non sarà più obbligatorio conservare il tagliando stampato. Per ottenere le detrazioni nel modello 730, sarà sufficiente conservare lo scontrino commerciale – che indica già il metodo di pagamento tracciabile – oppure il file digitale della transazione.
Resta però un punto fondamentale: il documento digitale dovrà contenere tutti gli elementi utili a identificare l’operazione effettuata.
Cosa cambia per controlli e conservazione dei documenti
La riforma elimina l’obbligo di conservazione decennale delle ricevute cartacee per i pagamenti elettronici, ma non elimina la necessità di conservare la prova del pagamento.
Si passa dall’archiviazione fisica alla gestione digitale dei documenti, con una responsabilità maggiore nella corretta conservazione dei file.
Il cambiamento riguarda anche i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, ad esempio tramite pagoPA. In questi casi l’ente dovrà verificare l’avvenuto pagamento attraverso i propri flussi informatici, senza poter richiedere al cittadino la ricevuta cartacea.
Le novità per commercianti ed esercenti
Dal 1° gennaio 2026, con la legge di Bilancio, gli esercenti devono associare i dati dei propri terminali Pos ai registratori telematici.
L’obiettivo è creare un collegamento diretto tra corrispettivi fiscali trasmessi e pagamenti elettronici registrati, rafforzando i controlli dell’Agenzia delle Entrate e riducendo il rischio di evasione.
Il collegamento avviene attraverso l’area “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia, dove sarà possibile associare i terminali comunicati dagli operatori finanziari ai registratori telematici dell’esercente.
Una svolta verso meno carta e più tracciabilità
L’addio alle ricevute Pos cartacee rappresenta un ulteriore passo verso la progressiva eliminazione della carta nei pagamenti tracciabili. Per cittadini e famiglie significa meno documenti da conservare. Per professionisti ed esercenti, una gestione più integrata dei flussi fiscali.
La direzione è chiara: meno carta, più tracciabilità e controlli digitali.
