La tensione tra WhatsApp e le autorità russe torna a crescere. Secondo quanto dichiarato dalla stessa piattaforma, il governo di Mosca avrebbe tentato di bloccare completamente il servizio nel Paese. L’ obiettivo? Spingere le persone verso un’app alternativa controllata dallo Stato. La denuncia arriva direttamente dalla società. Essa infatti ha definito l’operazione un vero e proprio “passo indietro” per la libertà digitale e la comunicazione online.
Il tentativo di blocco non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi la Russia ha intensificato le pressioni sulle piattaforme social straniere. Sono state imposte numerose restrizioni e richieste di conformità alle leggi locali. In questo contesto, WhatsApp è diventata uno dei bersagli principali. L’ app viene infatti utilizzata tutti i giorni da milioni di cittadini per comunicare, lavorare e condividere informazioni.
WhatsApp tra sicurezza, controllo e libertà digitale
Secondo quanto riportato dalle autorità russe, l’eventuale sblocco di WhatsApp dipenderà esclusivamente dalla disponibilità dell’azienda a rispettare le normative locali e a collaborare con le istituzioni del Paese. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il servizio potrà tornare pienamente operativo ma solo ad alcune condizioni. Meta deve dimostrare la “volontà di dialogo” e di adeguare le proprie attività alle leggi russe. In caso contrario, le restrizioni potrebbero restare in vigore o addirittura essere inasprite.
Dal canto suo, la società ha respinto le accuse e ha criticato duramente la strategia del governo russo. L’azienda sostiene che il blocco sia stato effettuato per spingere gli utenti verso una piattaforma statale, descritta come uno strumento di sorveglianza. Una mossa che, secondo Meta, rischierebbe di compromettere la privacy e la libertà di espressione dei cittadini.
Le autorità russe però giustificano i blocchi. Esse sostengono che WhatsApp venga utilizzata per attività illegali, tra cui frodi e operazioni terroristiche. L’ente regolatore delle telecomunicazioni ha confermato di aver adottato misure per rallentare il servizio. In seguito poi sono state persino citate presunte violazioni delle leggi nazionali e la necessità di maggiore controllo nelle chat. c
Questa situazione fa parte di una strategia più ampia della Russia. Il Paese negli ultimi anni ha cercato di ridurre la dipendenza dalle piattaforme straniere e di rafforzare l’ecosistema digitale nazionale. Insomma, restrizioni simili hanno già colpito altri servizi internazionali, con l’obiettivo di garantire sicurezza e sovranità tecnologica.
