La Smart #6 sta facendo esattamente quello che ci si aspetta da un modello su cui l’azienda punta parecchio: macinare chilometri in condizioni tutt’altro che amichevoli, lontano dai riflettori, mentre intorno crescono curiosità e aspettative. In Cina sono già iniziati i test invernali e non si parla certo di una passeggiata a temperature appena sotto lo zero. Secondo la stampa locale, la berlina ibrida plug-in starebbe affrontando il gelo della provincia di Heilongjiang, una zona famosa per inverni durissimi, con il termometro che può scendere tranquillamente sotto i -35 gradi. Un banco di prova perfetto per mettere alla frusta batterie, elettronica e gestione termica.
I test invernali della Smart #6 rivelano le ambizioni del brand
Smart, dal canto suo, ha preferito non sbilanciarsi troppo sui dettagli dei test, limitandosi a condividere qualche immagine ufficiale. L’auto è ancora camuffata, ma il trucco serve a poco, perché il design lo conosciamo già grazie alla presentazione avvenuta a dicembre 2025. Anche sotto le pellicole si intravedono elementi interessanti, come le maniglie a scomparsa, una soluzione elegante che però in Cina potrebbe avere vita breve, visto che le nuove normative le guardano con crescente sospetto. Sul tetto spicca invece il sensore LiDAR, segnale piuttosto chiaro delle ambizioni tecnologiche del modello sul fronte della guida assistita.
Smart descrive la #6 come una fusione tra “standard tedeschi e tecnologie made in China”, una definizione che suona come una dichiarazione d’intenti più che come uno slogan. Dietro c’è la joint venture tra Geely e Mercedes, e si vede. Le dimensioni raccontano di una berlina tutt’altro che compatta, con quasi 4,9 metri di lunghezza e un passo generoso che promette spazio a bordo e una certa presenza su strada. Il frontale è dominato da una firma luminosa continua che unisce i fari, mentre dietro compare uno spoiler attivo a scomparsa, dettaglio che strizza l’occhio a un’immagine più dinamica e premium.
La Smart #6 segna il salto hi-tech dell’alleanza Geely-Mercedes
Sotto il cofano, il cuore del progetto è il sistema NordThor Hybrid 2.0 di Geely. Un nome un po’ roboante, ma dietro c’è una soluzione tecnica interessante, che combina un quattro cilindri turbo da 1,5 litri con un motore elettrico decisamente potente, il tutto gestito da un cambio DHT a tre rapporti. La potenza complessiva arriva a livelli che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati fuori luogo per una Smart, e invece oggi raccontano bene quanto il marchio sia cambiato.
L’autonomia in modalità elettrica, dichiarata a 285 km secondo il ciclo CLTC, è uno dei dati che fanno più rumore, anche se va sempre preso con le dovute cautele. Sommando batteria e serbatoio, Smart parla addirittura di oltre 1.800 km complessivi, numeri pensati chiaramente per colpire l’immaginario del pubblico cinese. Restano ancora diverse incognite, a partire dai prezzi, che non sono stati comunicati, fino alla possibilità di vedere la #6 anche fuori dalla Cina. Al momento sembra un modello pensato soprattutto per il mercato interno, ma nel mondo dell’auto le strategie cambiano in fretta. E se questi test invernali daranno i risultati sperati, non è detto che Smart non decida di giocarsi questa carta anche altrove.
