Le indiscrezioni che circolavano da mesi trovano ora una conferma concreta. Samsung Galaxy S26 non integrerà magneti all’interno dello chassis, rinunciando di fatto al supporto nativo alla ricarica wireless magnetica in stile MagSafe. L’indicazione arriva da una recente certificazione, che anticipa alcune scelte progettuali della prossima generazione attesa per il 25 febbraio.
Niente magneti nello smartphone, come già visto su Galaxy S25
L’assenza dei magneti non è una novità assoluta per Samsung. Anche l’attuale serie Galaxy S25 offre funzionalità simili al sistema magnetico di Apple solo tramite accessori dedicati. In quel caso, i magneti sono integrati nelle cover compatibili, mentre gli smartphone ne sono completamente privi.
La stessa impostazione verrà quindi mantenuta anche sulla gamma Galaxy S26, nonostante le aspettative iniziali puntassero su un cambio di passo con l’adozione diretta dei magneti per la ricarica Qi2. Dal punto di vista pratico, questo significa che l’allineamento magnetico continuerà a dipendere dagli accessori e non dal telefono stesso.
Ricarica wireless più veloce grazie allo standard Qi 2.2.1
Se sul fronte magnetico arriva una delusione, le novità restano comunque interessanti parlando di ricarica wireless. La serie Galaxy S26 supporterà infatti lo standard Qi nella versione 2.2.1, più evoluta rispetto alle implementazioni precedenti e capace di superare il limite tradizionale dei 15W.
Questo rafforza le voci secondo cui il Galaxy S26 Ultra potrebbe raggiungere i 25W in wireless, mentre gli altri modelli della gamma si fermerebbero intorno ai 20W. Un passo avanti netto rispetto alla generazione precedente, che permetterebbe tempi di ricarica più brevi anche senza magneti integrati.
Le possibili ragioni dietro la scelta di Samsung
La decisione di non includere magneti resta comunque curiosa, soprattutto considerando che Samsung starebbe lavorando a un proprio ecosistema di accessori Qi2 magnetici. Le motivazioni potrebbero essere diverse. Da un lato, la necessità di contenere spessore e peso del dispositivo. Dall’altro, possibili interferenze con il digitalizzatore della S Pen nella variante Ultra, un aspetto che in passato ha già reso complessa l’integrazione di componenti magnetici.

