Se qualcuno di voi ha qualche dubbio in merito alla sicurezza dei dati contenuti all’interno di iPhone, il fatto che vi stiamo per raccontare potrebbe sicuramente farvi cambiare idea, nello specifico durante una perquisizione avvenuta all’inizio dell’anno, l’FBI si è trovata davanti un ostacolo inatteso e probabilmente anche insormontabile, quest’ultimo nello specifico è un iPhone divenuto oggetto di indagini, nello specifico l’agenzia di intelligence americana non è stata in grado di analizzare il suo contenuto nonostante l’impegno di tutti gli analisti forensi.
I fatti
L’episodio riguarda un Blitz effettuato dall’FBI a seguito di una possibile fuga di notizie classificate e proprio durante questo intervento gli agenti hanno sequestrato diversi dispositivi elettronici appartenenti alla giornalista del Washington Post Hannah Natanson, nel dettaglio gli agenti sono entrati in possesso di un MacBook Pro e di un iPhone 13, proprio quest’ultimo ha rappresentato una vera e propria spina nel fianco dal momento che il dispositivo impostato in Lockdown Mode, ha resistito abilmente a tutti i tentativi di accesso forensi effettuati dai federali, lo smartphone infatti si è rivelato un vero osso duro.
Gli stessi documenti ufficiali generati dall’agenzia indicano per l’appunto che proprio questa particolare modalità rappresenta la causa del mancato accesso ai dati presenti nel telefono, l’azienda che si occupa di questo tipo di pratiche, la Computer Analysis Response Team, ha certificato il tutto depositando un apposita nota in tribunale circa due settimane dopo la perquisizione, segnale che nemmeno dopo un po’ di tempo la situazione si era sbloccata.
Per chi non lo sapesse la particolare modalità che abbiamo citato sopra venne introdotta da iPhone 16 in poi all’interno di iOS, quest’ultima non è pensata per l’utente comune bensì per coloro che possono essere oggettivamente bersaglio di spyware, tra tali profili ovviamente spiccano giornalisti molto importanti o che comunque lavorano presso testate di rilievo, questa modalità fornisce un livello di sicurezza incredibile a discapito però dell’usabilità del telefono che soffrirebbe di molte restrizioni.
