La situazione che sta attraversando Tiscali Italia, società del Gruppo Tessellis, non sembra essere molto positiva. Da tempo, infatti, l’azienda si trova a fare i conti con difficoltà strutturali che hanno reso inevitabile una riflessione profonda sul proprio futuro. Ciò in particolare riguardo il segmento consumer. Una riflessione che non si è limitata alle stanze del management, ma che ha coinvolto direttamente i sindacati e, di conseguenza, i lavoratori. Le organizzazioni sindacali del settore delle telecomunicazioni parlano di una condizione particolarmente complessa. I numeri più recenti raccontano una realtà finanziaria in affanno, tale da non consentire, secondo l’azienda, di proseguire lungo il percorso attuale senza interventi significativi. È in tale contesto che Tiscali ha deciso di affidare a una società esterna l’analisi del mercato, con l’obiettivo di valutare un’eventuale cessione delle attività dedicate ai clienti consumer, cioè il ramo B2C.
Tiscali valuta la cessazione del segmento consumer
Durante il confronto con SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e le rappresentanze sindacali unitarie, l’azienda ha delineato un nuovo assetto occupazionale. Il quale è ritenuto più sostenibile nel medio periodo. Si parla di circa 500 dipendenti a tempo pieno, contro i 620 attuali. Con una revisione che coinvolge non solo il personale operativo, ma anche i livelli manageriali. Una riduzione che, inevitabilmente, apre interrogativi e preoccupazioni, soprattutto per chi lavora nelle sedi storiche.
Per contenere l’impatto sociale di tale riorganizzazione, Tiscali Italia ha scelto la strada degli esodi incentivati, siglando un accordo che punta a favorire adesioni volontarie. La procedura di riduzione del personale, inizialmente pensata per un numero ben più ampio di addetti, è stata chiusa in tempi rapidi proprio grazie all’intesa raggiunta con i sindacati. Il piano prevede incentivi economici differenziati: più consistenti per chi opera nei servizi di assistenza clienti e più contenuti per le altre funzioni aziendali. Il termine ultimo fissato per le risoluzioni collettive è il 28 febbraio 2026. Una data che segna un passaggio delicato nella storia recente di Tiscali Italia, mentre sullo sfondo resta l’incertezza legata al futuro del ramo consumer.
