Dopo mesi di stop e le osservazioni dell’Autorità per le comunicazioni, Iliad riporta in funzione il servizio di trasloco della fibra ottica e lo fa con una serie di impegni formali che riguardano sia i clienti attuali sia quelli futuri. L’operatore ha presentato un piano vincolante che prevede la possibilità di trasferire la linea Internet mantenendo le stesse condizioni economiche e ricevendo, in caso di necessità, la versione più aggiornata del router Iliadbox.
La novità riguarda anche chi ha sottoscritto un contratto dopo la sospensione del servizio, avvenuta nell’aprile 2025. Tutti potranno nuovamente richiedere il cambio di indirizzo, senza le limitazioni precedenti. L’azienda ha anche promesso di rimuovere dal sito e dall’area personale le informazioni ormai superate e di aggiornare la documentazione ufficiale, come la carta dei servizi e i listini, con dettagli più chiari su costi, tempistiche e modalità operative. Tra gli impegni presi c’è anche la creazione di un sistema interno per monitorare le richieste di trasloco, quelle concluse e gli eventuali reclami, oltre alla proposta di una piccola unità di controllo composta da rappresentanti dell’Autorità, dell’operatore e da un membro indipendente.
Iliad, costi e modalità del trasferimento
Il trasloco della linea sarà possibile contattando l’assistenza clienti, ma solo se il nuovo indirizzo è coperto da rete FTTH, la fibra fino a casa. L’operazione prevede la disattivazione della vecchia linea e l’attivazione di quella nuova con un contributo unico di 49 euro. Secondo quanto comunicato, le spese di disattivazione verranno rimborsate, mentre non saranno addebitati i costi di attivazione.
Per evitare disservizi, Iliad consiglia di avviare la procedura con almeno un mese di anticipo rispetto al trasloco. L’iniziativa si inserisce in un periodo di offerte dedicate alla fibra dell’operatore, con promozioni a prezzo bloccato che puntano a rafforzare la presenza nel mercato domestico. Insomma, il ritorno del servizio segna quindi un passo importante per l’operatore, che prova a chiudere una fase delicata puntando su regole più trasparenti e su un’assistenza più strutturata, in linea con le richieste attuali dell’Autorità.
