La vicenda eDreams racconta bene quanto l’illusione di un vantaggio economico possa trasformarsi in un problema serio per i consumatori. L’Agcm ha appena multato il comparatore online per 9 milioni di euro, punendo pratiche ritenute scorrette legate all’abbonamento Prime. Non si tratta di cifre esorbitanti solo per attirare l’attenzione: i problemi principali riguardano la pubblicità ingannevole dei vantaggi economici e la difficoltà di recedere, due elementi che insieme hanno compromesso la libera scelta del cliente.
Perché l’Agcm ha colpito eDreams
Il servizio Prime, gratuito per i primi 15 giorni, si rinnova automaticamente con un vincolo annuale e pagamenti mensili da 7,99 euro. La procedura sembrava semplice sulla carta, ma secondo l’Agcm non era così: i messaggi enfatizzavano sconti e vantaggi che nella realtà erano spesso inesistenti. L’indagine è partita da oltre 250 segnalazioni dei consumatori, analizzando migliaia di voli e confrontando prezzi. Il risultato? Spesso chi era abbonato Prime pagava la stessa cifra di chi non aveva sottoscritto nulla, e le promozioni urgenti o gli avvisi di disponibilità limitata erano messaggi studiati per spingere all’adesione senza dare informazioni corrette.
Anche il meccanismo di selezione dell’abbonamento mostrava criticità: eDreams preimpostava la versione più costosa, Prime Plus, e in alcuni casi chi non aveva i requisiti per la prova gratuita veniva comunque addebitato immediatamente, senza adeguata informazione. L’Agcm ha considerato tutto questo come una violazione del Codice del Consumo, e la multa da 6 milioni riguarda proprio l’inganno legato all’adesione e alla comunicazione dei vantaggi.
A complicare le cose c’è poi la gestione del recesso, descritta dall’autorità come aggressiva e dissuasiva. Il percorso per interrompere l’abbonamento era reso complesso, disseminato di messaggi del tipo “Prime si ripaga da solo” e rinforzato da operatori del servizio clienti che enfatizzavano gli svantaggi dell’interruzione. Anche questa strategia è stata giudicata illegittima e ha portato alla sanzione aggiuntiva di 3 milioni di euro.
Abbonamenti e sconti fantasma
Il quadro che emerge è chiaro: la multa non è solo una questione di cifre, ma un segnale forte sulla tutela dei consumatori. Le pratiche commerciali scorrette possono sembrare sottili, legate a messaggi fuorvianti o procedure complicate, ma hanno effetti concreti sul portafoglio e sulla libertà di scelta degli utenti. eDreams ora dovrà rivedere completamente il modo in cui promuove e gestisce Prime, perché la trasparenza non è più un’opzione, è un obbligo.
Questa vicenda ricorda quanto sia facile cadere nell’inganno di promozioni allettanti e quanto sia importante leggere sempre con attenzione condizioni e addebiti, anche quando il servizio sembra gratuito o in prova. L’esperienza dei clienti italiani con Prime diventa così un esempio pratico di come la vigilanza dell’Agcm possa incidere concretamente sul mercato digitale.
