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Microsoft tenta il fix, ma problemi di avvio e spegnimento restano

Il Patch Tuesday di gennaio 2026 causa bug di avvio e spegnimento in Windows 11 e 10, colpendo soprattutto sistemi aziendali.

scritto da Margherita Zichella 07/02/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
Il Patch Tuesday di gennaio 2026 causa bug di avvio e spegnimento in Windows 11 e 10, colpendo soprattutto sistemi aziendali.
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443 Non accennano a placarsi le conseguenze del Patch Tuesday di gennaio 2026 di Windows 11, che ormai si è guadagnato senza troppi sforzi la fama di uno degli aggiornamenti più sfortunati degli ultimi anni. Ogni settimana sembra aggiungersi un nuovo tassello a un quadro già poco rassicurante, con bug che spaziano dal seriamente preoccupante al quasi grottesco. Da un lato ci sono sistemi che rifiutano di avviarsi mostrando l’ormai famigerato errore “UNMOUNTABLE_BOOT_ERROR”, dall’altro PC che si comportano come se il concetto stesso di spegnimento fosse diventato improvvisamente opzionale. E proprio quest’ultimo problema, invece di ridimensionarsi con il passare dei giorni, sembra allargare il proprio raggio d’azione.

Windows 11 continua a far discutere

A gettare altra benzina sul fuoco è stata la stessa Microsoft, che ha aggiornato la Windows Health Dashboard chiarendo come i malfunzionamenti legati a spegnimento, sospensione e ibernazione non riguardino solo una nicchia ristretta di sistemi, come inizialmente ipotizzato. Il bug colpisce infatti anche i PC con Virtual Secure Mode attiva, una tecnologia che sfrutta la virtualizzazione per isolare dati sensibili in un’area protetta del sistema. All’inizio l’attenzione era tutta concentrata sui dispositivi con Secure Launch abilitato, ma ora il perimetro del problema si è esteso, lasciando la sensazione di una situazione meno sotto controllo di quanto sarebbe auspicabile. Va detto che, almeno sulla carta, la maggior parte degli utenti consumer dovrebbe essere al riparo, perché sia Secure Launch sia Virtual Secure Mode sono funzionalità più comuni in ambito aziendale o professionale. Questo però non rende il problema meno serio, soprattutto considerando che le versioni coinvolte includono Windows 11 23H2, Windows 10 22H2 e le edizioni Enterprise LTSC del 2021 e del 2019, sistemi largamente diffusi in contesti lavorativi dove stabilità e prevedibilità non sono un lusso, ma un requisito fondamentale. Qualche giorno fa Microsoft ha cercato di tamponare la situazione con un aggiornamento correttivo di emergenza, distribuito tramite il canale Out of Bounds. Il fix, però, risolve solo i problemi sui sistemi con Secure Launch attivo, lasciando scoperti quelli che utilizzano la Virtual Secure Mode. L’azienda ha confermato che una correzione è in arrivo anche per questi ultimi, ma come spesso accade in questi casi, sulle tempistiche regna ancora una certa vaghezza. Nel frattempo, amministratori di sistema e responsabili IT restano in una scomoda fase di attesa, costretti a convivere con workaround temporanei e una buona dose di frustrazione.

Patch Tuesday peggiora le cose

Questo ennesimo inciampo non fa che alimentare un malcontento che covava già da tempo. Negli ultimi mesi le critiche a Windows si sono fatte sempre più rumorose, tra aggiornamenti che introducono nuovi problemi, funzioni basate sull’intelligenza artificiale percepite come invasive o poco utili, prestazioni altalenanti e una sensazione diffusa di instabilità. A tutto questo si aggiungono pubblicità e suggerimenti insistenti verso servizi e prodotti che molti utenti non hanno chiesto, contribuendo a un clima di insofferenza generale. Nel tentativo di rassicurare clienti privati e aziende, Pavan Davuluri, responsabile di Windows, ha promesso un 2026 all’insegna di prestazioni, stabilità e affidabilità. Parole che suonano bene, ma che arrivano in un momento delicato, in cui la fiducia va riconquistata sul campo, aggiornamento dopo aggiornamento. Resta da capire quando questo cambio di rotta diventerà concreto e, soprattutto, se sarà all’altezza delle aspettative di una base utenti sempre più stanca di fare da beta tester involontario.

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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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