Google sta lavorando da tempo per trasformare Gemini in qualcosa di più di un semplice assistente. L’obiettivo è un’integrazione profonda con Android, capace di andare oltre suggerimenti e risposte testuali. I primi segnali concreti di questo cambio di passo stanno emergendo proprio in queste settimane.
Alcune stringhe individuate nell’ultima beta dell’app Google per Android mostrano chiaramente la direzione intrapresa da Google. Secondo quanto emerso, Gemini non si limiterà più a consigliare azioni, ma potrà eseguirle direttamente sullo schermo, interagendo con le app come farebbe una persona. In altre parole, si prepara a diventare un vero Agente AI.
Project Astra prende forma su Android
Questa evoluzione non nasce dal nulla. Durante il Google I/O 2025 era già stata anticipata sotto il nome di Project Astra, ma ora assume contorni più definiti. Nel codice compare infatti una funzione chiamata screen automation, che consentirà a Gemini di leggere ciò che appare sul display, scorrere le schermate, toccare pulsanti e completare procedure.
Il funzionamento è facile da immaginare. Ordinare un prodotto online, prenotare un ristorante o completare una semplice operazione ripetitiva potrebbe avvenire senza seguire manualmente ogni passaggio. Gemini si occuperebbe dell’intero flusso, intervenendo direttamente sull’interfaccia delle app.
Una tecnologia potente, ma delicata
Proprio per questo Google sembra muoversi con cautela. All’attivazione della funzione dovrebbero comparire avvisi espliciti, che ricordano come Gemini possa commettere errori e che la responsabilità finale resti all’utente. In qualsiasi momento sarà possibile interrompere l’azione, verificare cosa sta facendo l’assistente e riprendere il controllo del dispositivo.
Dal codice emerge anche un altro aspetto sensibile: durante l’interazione con le app, potrebbero essere analizzati screenshot del display da revisori umani, se l’opzione di attività risulta attiva. Un meccanismo simile a quello già adottato per migliorare l’addestramento dell’assistente.
Per questo motivo Google inviterà a evitare l’inserimento di dati sensibili, come informazioni di pagamento, e a non utilizzare la funzione in contesti considerati critici. È prevista inoltre una cronologia delle azioni svolte da Gemini, utile per tenere traccia delle operazioni effettuate.
