Nelle ultime ore è arrivata una decisione molto dura nei confronti di eDreams, piattaforma dedicata al mondo dei viaggi, da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Quest’ultima infatti gli ha inflitto una multa da 9 milioni di euro a causa di pratiche commerciali ritenute scorrete, soprattutto in merito all’abbonamento Prime. Tutto ciò riguarda sia le modalità di promozione dell’offerta sia le difficoltà incontrate dagli utenti nel recedere dal servizio.
Come funzionava l’abbonamento e cosa non tornava
Secondo quanto accertato, i vantaggi economici dell’abbonamento Prime (15 giorni di prova gratuita con rinnovo con vincolo annuale e pagamento mensile a partire da 7,99 euro) venivano enfatizzati in modo fuorviante. Gli sconti promessi risultavano spesso illusori, con prezzi riservati agli abbonati Prime che, in numerosi casi, coincidevano con quelli disponibili per chi non aveva alcun abbonamento. Insomma, una situazione davvero al limite della realtà.
A rafforzare la spinta all’adesione contribuivano messaggi di urgenza e claim non supportati da dati verificabili. In alcune situazioni, inoltre, il costo di Prime veniva addebitato immediatamente anche durante la prova gratuita, sulla base di criteri ritenuti poco chiari dall’Autorità.
Recesso complesso e scelta del consumatore limitata
Un altro aspetto critico riguarda la libertà di scelta. Durante il processo di sottoscrizione, sarebbe stata preselezionatala versione più costosa del servizio, Prime Plus. Non solo: utenti non idonei alla prova gratuita, dopo essere stati indotti ad aderirvi, si sono trovati di fronte a un addebito immediato dell’abbonamento annuale, senza un’informazione preventiva adeguata.
Per quanto concerne il recesso, l’AGCM parla di una procedura strutturata per scoraggiare l’uscita dal servizio. Tra passaggi complessi, messaggi dissuasivi come “Prime si ripaga da solo” e pressioni tramite l’assistenza clienti, la cancellazione è stata giudicata aggressiva e illecita. Per questo motivo, oltre ai 6 milioni legati alla promozione ingannevole, sono stati inflitti altri 3 milioni di euro specificamente per le modalità di recesso.
