Per mesi Microsoft ha celebrato Windows 11 come il sistema operativo desktop con la crescita più rapida di sempre, capace di superare Windows 10 in tempi record. Eppure, a inizio 2026, il quadro appare improvvisamente molto meno lineare. I dati più recenti mostrano infatti un’inversione di tendenza piuttosto netta, con una perdita di market share che inizia a far sorgere dubbi sulla solidità del percorso intrapreso.
Secondo le rilevazioni di Statcounter, Windows 11 ha perso oltre 5 punti percentuali di quota di mercato in poco più di due mesi, un dato tutt’altro che trascurabile per un sistema operativo che dovrebbe trovarsi nella fase di consolidamento, non di arretramento.
I numeri del calo: una frenata non episodica
Entrando nel dettaglio, a ottobre 2025 Windows 11 risultava installato sul 55,18% dei PC desktop monitorati. A novembre la quota è scesa al 53,7%, mentre a dicembre si è fermata al 50,73%. In pratica, oltre cinque punti percentuali persi in un arco temporale molto breve. Il dato diventa ancora più significativo se messo in relazione con l’andamento del suo predecessore. Windows 10, nonostante l’età e un supporto ufficiale sempre più limitato, è passato nello stesso periodo dal 41,71% al 44,68%, recuperando una parte consistente degli utenti persi nei mesi precedenti.
A sorprendere è anche il ritorno di Windows 7, che sale dal 2,52% al 3,83%. Numeri piccoli in valore assoluto, ma indicativi di una fascia di utenti che preferisce rimanere ancorata a sistemi più vecchi piuttosto che affrontare l’upgrade.
Perché gli utenti stanno rallentando (o tornando indietro)
Statcounter non fornisce spiegazioni dirette sulle cause di questo calo, ma il contesto aiuta a leggere il fenomeno. Nel corso del 2025, Windows 11 è stato spesso percepito come un sistema in cui le priorità di Microsoft si sono spostate quasi esclusivamente sull’intelligenza artificiale, a discapito della solidità complessiva. Le nuove funzionalità AI introdotte sono numerose, ma non sempre ritenute indispensabili dagli utenti comuni. Al contrario, stabilità, prestazioni e affidabilità, elementi centrali per chi usa il PC per lavoro o gaming, sono finite più volte sotto accusa. In alcuni scenari, soprattutto in ambito videoludico, sono emerse persino situazioni paradossali in cui i giochi Windows eseguiti tramite Linux hanno mostrato prestazioni migliori.
