Parlare di crisi climatica significa partire da una sensazione di urgenza. Sappiamo che il problema esiste e ne vediamo gli effetti. Eppure, allo stesso tempo, si ha l’impressione che le risposte siano lente e insufficienti. È per tale motivo che una notizia positiva rischia di essere accolta con scetticismo. Eppure, i dati evidenziano uno scenario che merita attenzione. Tra il 2013 e il 2024 le emissioni di gas serra legate alle attività economiche e alla vita delle famiglie nell’UE sono diminuite di circa un quinto. Non è una svolta miracolosa, ma è un cambiamento reale. Nel 2024 l’Europa ha emesso complessivamente 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Un dato che segna una continuità con il calo registrato negli ultimi vent’anni.
Calo del 20% in Europa per le emissioni di gas serra
La riduzione è il risultato di trasformazioni lente, spesso imperfette. Le quali hanno interessato soprattutto il settore energetico. La produzione e distribuzione di energia, per anni la principale responsabile delle emissioni, ha ridotto il proprio impatto. Il passaggio verso le fonti rinnovabili, ancora parziale e disomogeneo, ha però iniziato a produrre effetti tangibili. Anche l’industria e i servizi mostrano segnali di miglioramento. La manifattura, pur restando uno dei settori più emissivi, ha ridotto in modo significativo la quantità di gas serra prodotta. Così come le attività estrattive e una parte rilevante del terziario.
Al contrario, i trasporti continuano a rappresentare una sfida difficile da gestire. La crescita delle emissioni in tale ambito racconta di una dipendenza ancora forte dai combustibili fossili e di una transizione che fatica a decollare. Lo stesso vale per l’edilizia, dove i progressi sono lenti e spesso frenati da costi e inerzie strutturali. Un elemento interessante è il cambiamento nella distribuzione delle responsabilità. Oggi la produzione di energia non è più la principale fonte di emissioni. Davanti a essa ci sono l’industria manifatturiera e le famiglie. Quest’ultimo dato risulta significativo perché sposta l’attenzione sui consumi domestici.
Il segnale più incoraggiante riguarda l’intensità delle emissioni. In poco più di dieci anni l’Europa è riuscita a ridurre la quantità di CO2 emessa per ogni euro di valore aggiunto prodotto. Il tutto mentre l’economia cresceva. Ciò significa che si sta imparando a produrre in modo più efficiente riguardo la questione climatica. Riconoscere tali passi è importante, ma è fondamentale ricordare che si tratta solo dell’inizio.
