Novembre 2025 ha segnato una pausa che pochi si aspettavano. Dopo una lunga sequenza di risultati incoraggianti, il mercato dell’auto usata ha registrato una lieve contrazione, chiudendo il mese con poco meno di 464 mila trasferimenti di proprietà. Tale flessione interrompe una fase di crescita che aveva caratterizzato gran parte dell’anno. Nonostante questo rallentamento, il quadro complessivo rimane tutt’altro che negativo. Nei primi undici mesi del 2025, infatti, il numero totale di passaggi ha superato i cinque milioni, mantenendo un passo superiore rispetto all’anno precedente e tornando su livelli molto vicini al periodo pre-pandemia.
Il dato mensile va quindi letto più come un assestamento fisiologico che come un segnale di inversione strutturale. Sul fronte delle alimentazioni emergono dinamiche interessanti. Il diesel torna a guidare le preferenze degli acquirenti, superando di poco la benzina, mentre le motorizzazioni ibride continuano a guadagnare spazio. Le elettriche e le plug-in, invece, restano marginali, a conferma di un mercato dell’usato ancora fortemente ancorato alle soluzioni tradizionali.
Auto, età del parco e nuove abitudini di acquisto
Uno degli elementi più rilevanti emersi dai dati riguarda l’età delle vetture. Le auto con oltre dieci anni continuano a rappresentare quasi la metà dei passaggi, un segnale che conferma quanto il parco circolante italiano resti anziano. Allo stesso tempo, però, cresce l’interesse verso l’usato recente. Le vetture con meno di due anni di vita aumentano la propria presenza, spinte soprattutto dalla fascia più giovane, quella entro i dodici mesi. Questo movimento indica una progressiva ricerca di soluzioni più moderne, spesso legate a fine leasing, noleggi a lungo termine o auto aziendali rimesse sul mercato.
Anche le minivolture mostrano un cambiamento di composizione. Cresce il peso dei veicoli ritirati dagli operatori e aumentano i rientri dal noleggio, mentre calano le permute tradizionali. Dal punto di vista delle alimentazioni, l’ibrido si rafforza anche in questo settore, dimostrando una maggiore accettazione da parte dei consumatori. Il quadro che emerge è quello di un mercato dinamico, capace di adattarsi rapidamente alle trasformazioni della mobilità. La leggera flessione di novembre non cancella le tendenze di fondo, ma evidenzia le fragilità del settore, a partire dall’elevata anzianità delle vetture circolanti. La vera sfida dei prossimi anni sarà favorire un ricambio più rapido del parco auto, rendendo l’usato recente sempre più accessibile e sostenibile. Solo così il mercato potrà continuare a crescere in modo equilibrato, accompagnando la transizione tecnologica senza penalizzare famiglie e imprese.
