Con il digitale che avanza si sta assistendo ad un ritorno quasi affettuoso ai media fisici “di una volta”. Il vinile è ormai diffuso anche fuori dalle nicchie, le cassette audio stanno vivendo un ritorno importante e persino l’Hi-Fi classico, con tutta la sua ingombrante fisicità, è tornato a occupare spazio nei salotti. E la videocassetta? RetroBox nasce esattamente in tale contesto ed è uno di quegli oggetti che, a prima vista, sembrano quasi uno scherzo. Si parla di un televisore con videoregistratore VHS integrato. L’idea è quella di un sistema unico, compatto, pensato per chi vuole rivedere le proprie vecchie registrazioni senza dover impilare svariati dispositivi.
RetroBox: ecco come tornano in voga le videocassette
Le specifiche tecniche strizzano l’occhio a chi frequenta il mondo del retrogaming e del retrocomputing. Il supporto nativo alle risoluzioni NTSC più classiche, al formato 4:3 e alle frequenze corrette è un chiaro riferimento all’esperienza del passato. Il problema è che tale rispetto sembra fermarsi un po’ troppo presto quando si guarda all’Europa. L’assenza di riferimenti al PAL, ai 50 Hz e alla SCART pesa, e non poco. Ciò soprattutto considerando quanto tali standard siano stati centrali nella nostra storia tecnologica.
A far discutere è anche la scelta dello schermo. Niente CRT, ma un pannello LCD che promette di replicarne il comportamento. Razionalmente è una decisione sensata: i tubi catodici sono pesanti, fragili, complessi da produrre e difficili da smaltire. Emotivamente, però, è un’altra storia. Per molti appassionati il CRT non è solo un mezzo, è parte integrante dell’esperienza.
Il prezzo di partenza è stato fissato a 399 dollari negli Stati Uniti. Si tratta di un costo che colloca RetroBox in una fascia che può essere considerata tutt’altro che “impulsiva”. Al momento, le tempistiche di lancio restano vaghe. Non resta che attendere per scoprire quando tale dispositivo arriverà ufficialmente sul mercato.
