Il settore delle schede grafiche torna a vivere settimane difficili. La crisi dei chip di memoria continua a produrre effetti concreti. NVIDIA avrebbe ridotto le forniture ai partner hardware. Il taglio stimato oscilla tra il 15 e il 20 per cento. La conseguenza più immediata riguarda i prezzi. Negli Stati Uniti gli aumenti sono già evidenti. Le GPU di fascia alta risultano le più colpite. Le GeForce RTX 50, già costose al lancio, registrano rincari significativi. In tre mesi una RTX 5080 è salita mediamente del 35 per cento. La top di gamma RTX 5090 ha quasi raddoppiato il prezzo. Anche se non siamo ai livelli della pandemia, il segnale preoccupa.
Le schede mainstream resistono meglio, ma senza veri ribassi. Il mercato europeo osserva con apprensione. Le disponibilità restano irregolari. Trovare modelli specifici è sempre più complesso. Alcune RTX 5080 sono ancora vendute al prezzo di listino iniziale. Si tratta però di eccezioni sempre più rare. I consumatori temono una nuova bolla speculativa. La domanda resta alta, soprattutto tra i giocatori PC. Il rischio è un rallentamento degli aggiornamenti hardware. L’equilibrio tra offerta e richiesta appare fragile. Ogni riduzione produttiva pesa sul mercato finale. La situazione resta in continua evoluzione.
La strategia NVIDIA favorisce l’AI e penalizza memorie GPU e gaming
Dietro la riduzione produttiva emerge una strategia precisa. Secondo diverse indiscrezioni, NVIDIA starebbe limitando le GPU con molta memoria video. L’azienda punterebbe su modelli con un massimo di 8 GB di VRAM. Il motivo è legato alla disponibilità di GDDR7. Questi chip sono sempre più richiesti dal settore dell’intelligenza artificiale. Destinarli meno al gaming libera risorse per l’AI.
Questa scelta spiega anche l’andamento dei prezzi concorrenti. Le schede AMD aumentano meno rispetto alle NVIDIA. Le Radeon RX 9070 XT e RX 9070 segnano rincari contenuti. Parliamo di aumenti tra il 15 e il 17 per cento. La differenza risiede nella memoria utilizzata. AMD continua a impiegare GDDR6, meno ambita dall’AI. Anche Intel mostra una tendenza opposta. Le Arc Battlemage più recenti registrano addirittura cali di prezzo. La B580 scende di circa il 4 per cento. La B570 arriva a meno 9 per cento. Il quadro generale resta però complesso. Il gaming perde centralità rispetto all’AI. Le aziende seguono la redditività immediata. Le GPU diventano strumenti strategici. I giocatori pagano il prezzo di questa trasformazione. Il mercato PC affronta una fase di adattamento. La disponibilità di VRAM abbondante potrebbe diventare un lusso. Le prossime mosse dei produttori saranno decisive.
