Lo sviluppo dei MacBook Pro con display OLED entra in una fase più concreta. Un segnale chiaro arriva dalla Corea del Sud, dove Samsung Display ha avviato la nuova linea produttiva di generazione 8.6G, pensata espressamente per pannelli OLED di grandi dimensioni destinati ai notebook di fascia alta.
La linea 8.6G e il nodo dei costi produttivi
La nuova linea è operativa nel campus di Asan e, secondo informazioni attribuite a fonti considerate affidabili nell’ambiente industriale, avrebbe già iniziato a produrre i primi pannelli. L’investimento di Samsung Display mira a risolvere uno dei principali ostacoli all’adozione dell’OLED sui portatili: i costi. La tecnologia 8.6G utilizza substrati di vetro molto più ampi rispetto a quelli impiegati per smartphone, consentendo di ricavare più display da una singola lastra. Il risultato è un miglioramento delle rese produttive e una riduzione dei costi unitari, passaggio essenziale se l’OLED deve prendere il posto del mini-LED sui MacBook Pro.
Dal punto di vista tecnico, la linea è progettata per pannelli OLED rigidi con backplane TFT a ossido e strutture tandem OLED avanzate. Questa architettura permette di ottenere maggiore luminosità, migliore efficienza energeticae una durata superiore rispetto ai pannelli OLED a singolo stack, caratteristiche particolarmente rilevanti nell’uso su computer portatili. L’avvio della produzione suggerisce che le fasi di qualificazione e i test di affidabilità da parte di Apple sarebbero già stati completati.
Cosa cambia per i futuri MacBook Pro
Le indiscrezioni delineano un rinnovamento profondo della gamma. Secondo l’analista Ming-Chi Kuo, il primo MacBook Pro OLED dovrebbe introdurre anche il touchscreen. Indicazioni simili arrivano da Mark Gurman, che parla di cornici più sottili, telaio alleggerito e autonomia invariata.
È attesa anche una revisione della parte frontale: i modelli da 14 e 16 pollici potrebbero adottare una fotocamera con foro nel display, forse in un ritaglio a pillola al posto dell’attuale notch. Sul piano hardware, Gurman prevede l’adozione dei chip M6, con un debutto collocato tra la fine del 2026 e l’inizio dell’anno successivo. Prima di allora resterebbe spazio per un aggiornamento intermedio con M5 Pro e M5 Max, seguendo una strategia già vista in passato.
