Il debutto di Dolby Vision 2, previsto nel corso del 2026, segna un passaggio importante nell’evoluzione della qualità video domestica. La presentazione al CES di Las Vegas ha chiarito fin da subito che non si tratta di una revisione marginale dello standard HDR già noto, ma di un cambio di paradigma nel modo in cui le immagini vengono elaborate e adattate al contesto di visione. Dolby ha mostrato un sistema pensato per dialogare in modo più profondo con i televisori moderni, sfruttandone la crescente potenza di calcolo e i sensori integrati.
Alla base di Dolby Vision 2 c’è un nuovo motore di elaborazione che analizza il contenuto in tempo reale. Il sistema riconosce se si sta guardando un film, una partita sportiva o un videogioco e modifica di conseguenza parametri come luminosità, contrasto e gestione del movimento. Un ruolo centrale lo gioca anche l’ambiente. La luce della stanza viene rilevata e compensata, evitando che scene notturne risultino troppo buie in ambienti illuminati o eccessivamente spinte al buio completo. È una risposta diretta a una delle critiche più frequenti mosse all’HDR tradizionale, spesso percepito come poco leggibile in condizioni di visione non ideali.
Durante le dimostrazioni, il salto qualitativo è apparso evidente soprattutto nella resa cromatica. Dolby Vision 2 lavora su un tone mapping più raffinato, capace di restituire sfumature più naturali e una maggiore continuità tra le aree luminose e quelle in ombra. Il risultato è un’immagine che mantiene un forte impatto visivo senza sacrificare la coerenza estetica, avvicinandosi di più all’intento originale dei creatori dei contenuti.
Dolby Vision 2: TV compatibili, streaming e cosa aspettarsi nel 2026
Accanto alla gestione del colore, Dolby Vision 2 introduce anche Authentic Motion. Si tratta di una funzione pensata per affrontare uno dei temi più delicati della televisione moderna, il movimento. L’obiettivo è ridurre scatti e irregolarità senza cadere nell’effetto artificiale che ha reso impopolari molti sistemi di interpolazione. Nelle demo, questa tecnologia ha mostrato una maggiore stabilità delle immagini in movimento, preservando la sensazione cinematografica anche su pannelli molto luminosi e ad alta frequenza.
Non tutti i televisori potranno però beneficiare subito di queste novità. Dolby Vision 2 è pensato per i TV di nuova generazione e richiede hardware specifico, in particolare sensori per la rilevazione della luce ambientale. Al CES sono stati annunciati i primi produttori pronti a integrarlo nei modelli del 2026. Hisense lo porterà sui suoi TV RGB MiniLED, con l’intenzione di estendere il supporto anche tramite aggiornamenti software dove possibile. TCL ha confermato l’adozione sulle serie X e C, mentre Philips, tramite TP Vision, lo introdurrà sui nuovi OLED di fascia alta.
Sul fronte dei contenuti, la prima piattaforma di streaming ad annunciare ufficialmente il supporto è Peacock. È un segnale iniziale, ma importante, perché indica che l’ecosistema è pronto a muoversi. Considerando che servizi come Netflix, Disney+ e Apple TV+ utilizzano già l’attuale Dolby Vision, l’estensione a Dolby Vision 2 appare una naturale evoluzione, anche se i tempi e le modalità non sono ancora stati dettagliati.
