Il 2026 segnerà un passaggio delicato per Xiaomi e per una parte consistente della sua base utenti. Con l’aggiornamento delle roadmap ufficiali, l’azienda ha messo nero su bianco la conclusione del supporto software per 14 smartphone distribuiti tra i marchi Xiaomi, Redmi e POCO. Non si tratta di una decisione improvvisa. Si parla invece di un’evoluzione coerente con le politiche di ciclo di vita già adottate negli ultimi anni. A partire da date diverse nel corso dell’anno, questi dispositivi non riceveranno più nuove versioni di Android, aggiornamenti di HyperOS né le patch di sicurezza periodiche.
Tra i modelli coinvolti figurano anche smartphone che, fino a poco tempo fa, rappresentavano un punto di riferimento nelle rispettive fasce di prezzo. I POCO F5 e F5Pro, per esempio, saluteranno definitivamente il supporto dopo aver ricevuto HyperOS 3 basato su Android 15, entrando ufficialmente nella fase EoL nella primavera del 2026. La transizione non sarà però immediata né uniforme. Alcuni dispositivi proseguiranno il loro percorso di aggiornamenti più a lungo rispetto ad altri. È il caso, ad esempio, dei modelli della famiglia Xiaomi12T, che continueranno a ricevere supporto fino all’autunno del 2026.
Tra vecchi modelli e implicazioni pratiche per gli utenti Xiaomi
La fine del supporto coinvolgerà anche gli ex smartphone della serie Xiaomi 12, che avevano segnato il debutto di nuove soluzioni hardware e software nel 2022. Xiaomi12 e 12Pro raggiungeranno il termine degli aggiornamenti nella prima parte del 2026. Invece il 12-Lite concluderà il suo percorso a metà anno. In contemporanea, anche una parte importante del catalogo Redmi e POCO, soprattutto nel settore medio e entry-level, si avvicina alla stessa sorte, con modelli molto popolari.
È importante chiarire cosa comporta, nella pratica, questa scadenza. Uno smartphone che non riceve più aggiornamenti non smette di funzionare. Applicazioni, servizi e funzionalità di base continueranno a essere operative. Il vero nodo riguarda la sicurezza e la compatibilità futura. Senza patch regolari, eventuali vulnerabilità scoperte successivamente resteranno aperte, aumentando i rischi soprattutto per chi utilizza il dispositivo per pagamenti digitali, autenticazioni o gestione di dati sensibili.
Per molti utenti Xiaomi, il 2026 diventerà quindi un anno di valutazioni. Continuare a usare uno di questi modelli sarà possibile, ma sempre meno consigliabile sul lungo periodo. Aggiornare a uno smartphone più recente garantirà non solo una maggiore protezione, ma anche l’accesso pieno alle evoluzioni di HyperOS e alle future versioni di Android. La scelta di Xiaomi, pur prevedibile, riporta al centro il tema della durata reale dei dispositivi e del rapporto tra innovazione, sostenibilità e sicurezza nel mondo tech.
