La collaborazione tra Samsung e Perplexity AI sembra destinata a entrare in una fase decisamente più concreta nel corso dei prossimi mesi. Dopo i primi segnali emersi nel 2025, nuovi indizi individuati direttamente nel codice dell’applicazione lasciano intendere che l’integrazione tra le due realtà stia andando ben oltre i semplici test o le partnership promozionali. Nelle ultime ore, analizzando la versione 2.69.3 dell’app Perplexity, sono infatti emersi riferimenti piuttosto espliciti a una hotword dedicata, “Hey Plex”, progettata per funzionare in modo nativo sugli smartphone Samsung Galaxy. Un dettaglio che, se confermato, rappresenterebbe un passaggio chiave nella strategia AI del colosso coreano, aprendo la strada a un assistente alternativo – o complementare – a Bixby.
Hey Plex: una hotword pensata su misura per l’ecosistema Galaxy
La presenza di stringhe di codice dedicate a “Hey Plex” suggerisce un sistema di attivazione vocale paragonabile a quelli già noti come Hey Google o Hey Siri, con la possibilità di richiamare l’assistente anche a schermo spento. Non si tratta quindi di un semplice comando vocale interno all’app, ma di una funzione strutturata per operare a livello di sistema.
Durante la fase di configurazione, l’utente dovrebbe registrare la propria impronta vocale, autorizzando l’elaborazione del voiceprint e concedendo l’accesso al microfono. Dai riferimenti presenti nel codice emerge inoltre che, per una corretta configurazione, sarà necessario utilizzare esclusivamente il microfono integrato dello smartphone, scollegando eventuali accessori Bluetooth o microfoni esterni. Un approccio piuttosto rigido, che però suggerisce la volontà di garantire un riconoscimento vocale affidabile e coerente con gli standard di sicurezza richiesti da Samsung.
Interessante anche il fatto che l’utente mantenga un certo controllo sulla funzione, con la possibilità di eliminare o registrare nuovamente la hotword in qualsiasi momento. Un aspetto non secondario, soprattutto in un periodo storico in cui il tema della privacy legata all’ascolto ambientale è sempre più centrale.
Un’integrazione profonda, non replicabile su altri brand
Il dettaglio forse più significativo riguarda però l’architettura tecnica della funzione. Perplexity non sembra affidarsi al classico sistema di accesso al microfono previsto da Android, ma fa riferimento a servizi come samsung.hotword.service e a un sistema di permessi legato all’SDK proprietario di Samsung. Questo significa, in termini pratici, che Hey Plex sarebbe una funzione ottimizzata esclusivamente per i dispositivi Galaxy, difficilmente trasferibile su smartphone di altri produttori. Una scelta che rafforza l’idea di una partnership strategica e non di una semplice collaborazione commerciale. In altre parole, Samsung non si limiterebbe a “ospitare” Perplexity, ma starebbe lavorando per integrarlo in modo nativo all’interno del proprio ecosistema software, affiancandolo ai servizi già esistenti.
