Fare il pieno si sia trasformato, dall’inizio di questo 2026, in una sorta di esperimento economico. Se fino a poco tempo fa eravamo abituati a considerare il diesel come più economico della benzina, oggi bisogna fare i conti con un paradosso che non si vedeva da un po’. Tale scenario deriva da una scelta politica precisa: il riallineamento delle accise. Da un lato si è assistito a un taglio sulla tassazione della benzina, che ha riportato i prezzi alla pompa a livelli che non vedevano da oltre tre anni. Dall’altro, però, la scure si è abbattuta sul gasolio, con un rincaro di circa quattro centesimi al litro. E non è tutto. Oltre alle tasse, è entrata in gioco la questione dei biocarburanti. La quota obbligatoria di miscelazione è aumentata, portando con sé un potenziale rincaro.
Diesel più costoso della benzina: ecco i dettagli
È importante sottolineare che i mercati internazionali dei prodotti raffinati sono scesi nello stesso periodo. In tal modo, hanno compensato tale costo extra. Uno scenario che ha lasciato la situazione sostanzialmente invariata per quanto riguarda i costi di produzione puri. Entrando nel vivo dei numeri, la realtà ci dice che la differenza è ormai consolidata. Se la benzina al self service si aggira intorno a 1,65 euro, il diesel ha superato quella soglia, spingendosi verso gli 1,67 euro. Se poi si sceglie di optare per il servito, si può sfiorare o superare gli 1,80 euro.
In tale scenario, l’attenzione dei consumatori e delle associazioni come il Codacons è altissima. Il timore, come sempre accade in tali fasi di transizione, è che qualcuno provi a fare il “furbetto“, approfittando della confusione per non abbassare i prezzi della benzina quanto dovrebbe o per gonfiare quelli del diesel oltre il dovuto. Il monitoraggio regionale sarà fondamentale per evitare che tale riforma si trasformi in una trappola speculativa. Assicurandosi che il risparmio promesso arrivi davvero nelle tasche di chi ogni giorno deve mettersi alla guida.
