Il 2025 si è chiuso con luci e ombre per il mercato automobilistico italiano. Le immatricolazioni complessive hanno registrato una flessione, fermandosi poco sopra 1,53 milioni di unità. Il dato contrasta con l’andamento delle auto elettriche. Che sono state protagoniste di una crescita molto significativa. Secondo Motus-E, le vetture a batteria immatricolate hanno superato quota 94 mila. Segnando un aumento superiore al 46% su base annua. La quota di mercato delle BEV è salita così al 6,2%. Migliorando sensibilmente rispetto all’anno precedente. Un risultato giudicato incoraggiante. Ma ancora insufficiente per colmare il divario europeo.
Il mese di dicembre ha rappresentato il punto di massimo slancio. In quel periodo le elettriche hanno più che raddoppiato le immatricolazioni rispetto all’anno prima. La quota mensile ha superato l’11%. Mostrando un interesse crescente dei consumatori. Un ruolo decisivo lo hanno avuto gli incentivi legati all’ISEE. Le agevolazioni hanno stimolato ordini e consegne concentrate nella parte finale dell’anno. Questo andamento evidenzia però una forte dipendenza da misure straordinarie. Senza interventi strutturali il rischio è un rallentamento improvviso. Altri Paesi europei restano nettamente avanti. Francia, Germania e Regno Unito mostrano quote molto più elevate. Anche la Spagna precede l’Italia, seppur con un margine più contenuto. Tra i modelli più richiesti emergono nomi ormai consolidati. Tesla Model 3 guida la classifica annuale. Seguita da Tesla Model Y e Leapmotor T03. Il quadro conferma un mercato in evoluzione. Ma ancora instabile.
Territorio, flotte e infrastrutture: i nodi aperti delle auto elettriche
L’analisi di Motus-E mette in evidenza forti squilibri geografici. La diffusione delle auto elettriche resta concentrata soprattutto nel Nord Italia. La Lombardia guida con oltre 23 mila immatricolazioni annue. Seguono Lazio e diverse regioni settentrionali con numeri consistenti. Il Mezzogiorno rimane invece fortemente indietro. Le immatricolazioni complessive nel Sud e nelle isole sono molto limitate. Questa distanza riflette la diversa disponibilità di infrastrutture. I punti di ricarica pubblici hanno superato quota 70 mila. Ma la distribuzione è irregolare. Le aree meno servite continuano a subire un evidente svantaggio.
Accanto alle auto private cresce il ruolo dei veicoli commerciali elettrici. Nel 2025 i mezzi leggeri hanno più che raddoppiato le immatricolazioni. Anche i veicoli pesanti mostrano un aumento molto marcato. Dati che arrivano nonostante l’assenza di incentivi dedicati. Un segnale di maturazione del segmento professionale. Secondo Motus-E, un passaggio chiave riguarda le flotte aziendali. Questo canale può garantire volumi stabili e alimentare il mercato dell’usato. L’attuale sistema fiscale viene però giudicato superato. Una riforma dei fringe benefit e delle deduzioni potrebbe accelerare la transizione.
