In pochi mesi, Manus è passata dall’essere una startup quasi sconosciuta ad essere al centro del dibattito sul settore AI. Con sede a Singapore, la giovane società di intelligenza artificiale ha attirato l’attenzione di investitori e analisti. Ciò soprattutto per la rapidità con cui ha dimostrato di poter generare ricavi concreti. Un elemento raro tra le realtà AI emergenti. A tal proposito, Mark Zuckerberg ha guidato una recente acquisizione. Tale evento rafforza la strategia di Meta di puntare su soluzioni autonome integrate nelle sue piattaforme principali, da Facebook a Instagram e WhatsApp.
Manus acquisita da Meta: ecco i dettagli
Dopo un finanziamento seed di 10 milioni con partecipazione di Tencent, ZhenFund e HSG, ad aprile la società ha chiuso un round da 75 milioni guidato da Benchmark. Raggiungendo una valutazione di 500 milioni post-money. I numeri dei primi mesi non sono da meno: milioni di utenti e oltre 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui, un traguardo che colloca Manus tra le startup AI più performanti al mondo.
L’acquisizione da parte di Meta, riportata dal Wall Street Journal, non solo riflette il valore tecnologico della società, ma risponde anche a una logica di mercato. Ovvero investire in un prodotto già monetizzabile riduce i rischi rispetto ad altre operazioni nel settore AI, dove i costi infrastrutturali sono enormi e i ritorni incerti. Gli agenti AI di Manus verranno integrati nelle app Meta, con l’obiettivo di migliorare l’autonomia dei servizi e l’esperienza utente.
Non mancano le implicazioni geopolitiche. I fondatori di Manus sono di origine cinese e avevano inizialmente fondato Butterfly Effect a Pechino prima di spostarsi a Singapore. La mossa ha sollevato interrogativi negli Stati Uniti, soprattutto tra i legislatori preoccupati per la competizione tecnologica con la Cina. Meta ha assicurato che, dopo l’acquisizione, Manus interromperà ogni collegamento con investitori cinesi e uscirà dal mercato cinese. Con tale operazione, l’azienda di Zuckerberg dimostra che il futuro dell’AI non è solo questione di ricerca e sviluppo. Ma di capacità di trasformare tecnologia avanzata in prodotti redditizi.
