In Cina, un gruppo di ricercatori sta trasformando un’idea sorprendente in realtà. Quest’ultimi puntano ad usare le onde elettromagnetiche ambientali (dai radar alle reti di comunicazione) come fonte di energia. Il progetto si basa su superfici intelligenti capaci di catturare, manipolare e convertire i segnali in elettricità. Aprendo scenari innovativi sia per la difesa sia per le reti wireless del futuro. Tali superfici, chiamate “reconfigurable intelligent surfaces” (RIS), sono programmabili e bidimensionali. A differenza dei sistemi tradizionali, non necessitano di alimentazione esterna. Quest’ultimi, infatti, sfruttano direttamente le onde già presenti nell’ambiente. Possono riflettere, deviare o assorbire segnali in tempo reale, offrendo un controllo preciso che fino a poco fa era impensabile.
Segnali ostili usati come risorsa in Cina: ecco come
Tra le applicazioni più interessanti c’è il campo militare. Velivoli dotati di tali superfici potrebbero intercettare radar nemici e trasformare parte dell’energia ricevuta in elettricità. Riducendo al contempo la loro firma radar. Collegando più piattaforme in rete, si potrebbe ottenere un vero “stealth elettromagnetico cooperativo”, dove le riflessioni sono orchestrate per rendere difficile l’individuazione da parte dei sensori avversari. I prototipi attuali mostrano capacità notevoli: fasci elettromagnetici orientabili fino a 45 gradi e lobi laterali contenuti, che permettono di creare zone d’ombra radio. Oltre che ottimizzare le comunicazioni e ridurre interferenze o rischi di intercettazione.
Non è tutto. Nel contesto del 6G, superfici autoalimentate potrebbero diventare componenti chiave di stazioni base compatte, satelliti o nodi di relay distribuiti. Ciò integrando comunicazione, rilevamento e alimentazione in un unico dispositivo programmabile. Il risultato sarebbe una rete più efficiente, flessibile ed economica rispetto alle infrastrutture tradizionali.
Alla base di tutto ci sono algoritmi di apprendimento profondo multi-agente, ottimizzazione dei parametri delle superfici e pianificazione dei percorsi delle piattaforme robotiche. L’obiettivo è coordinare sensori, energia e trasmissioni in un sistema adattivo. Se la ricerca continuerà a progredire, tali superfici potrebbero cambiare il nostro rapporto con l’energia e le comunicazioni.
