Negli Stati Uniti il nucleare di nuova generazione smette di essere una promessa lontana. Secondo quanto annunciato da Natura Resources, azienda specializzata in reattori avanzati, il primo impianto di quarta generazione potrebbe entrare in funzione già nel 2026. Una scadenza che accende aspettative e tensioni. Questo segna un possibile cambio di ritmo in un settore rimasto a lungo sospeso tra ricerca e attesa. Il punto di partenza è l’MSR-1, un reattore sperimentale da 1 megawatt che ha ottenuto nel 2024 il via libera alla costruzione dalla Nuclear Regulatory Commission. Questo impianto non nasce per produrre energia su scala industriale. È destinato a testare soluzioni tecnologiche che sono destinate a crescere.
Il passo successivo è l’MSR-100, un reattore da 100 megawatt pensato per applicazioni commerciali. Secondo le informazioni diffuse dall’azienda, i costi di produzione dell’energia potrebbero avvicinarsi a quelli del gas naturale. Ciò potrebbe aprire scenari nuovi per l’industria e per le infrastrutture energivore. Il Nucleare modulare, nella forma degli Small Modular Reactors, viene indicato come soluzione adatta a data center, poli industriali e impianti che richiedono continuità assoluta. Natura prevede di presentare entro il 2025 due richieste di autorizzazione per reattori commerciali. Le installazioni su scala di gigawatt sono previste tra il 2029 e il 2032. In questo contesto, l’acquisizione di Shepherd Power e l’accordo con il gruppo NOV rafforzano la capacità industriale e manifatturiera. Questa è necessaria per passare dalla teoria alla produzione in serie. L’ingresso di NOV nel capitale e nel consiglio di amministrazione suggella una convergenza tra innovazione e industria pesante.
Sicurezza, flessibilità e tecnologia
La tecnologia scelta è quella dei reattori a sali fusi a combustibile liquido, LF-MSR. Il combustibile, disciolto in una miscela di sali, opera ad alte temperature ma a bassa pressione. Questo offre benefici rilevanti in termini di sicurezza. La possibilità di utilizzare combustibile nucleare riciclato e di produrre isotopi medicali per terapie oncologiche amplia il perimetro di utilizzo. La modularità consente la costruzione dei componenti in fabbrica e l’assemblaggio sul sito. Ciò riduce tempi e costi. Anche il ciclo del combustibile viene integrato, grazie al progetto di utilizzare lo Utah San Rafael Energy Lab come centro per la sintesi e il riciclo dei sali. Il Nucleare può davvero tornare a essere una leva industriale e tecnologica centrale per gli Stati Uniti? La risposta sembra avvicinarsi, passo dopo passo, reattore dopo reattore.
