Apple ha aggiornato i suoi accordi per sviluppatori, introducendo una misura che potrebbe avere impatti significativi sul piano finanziario. Si tratta della possibilità di trattenere direttamente dai ricavi in-app somme non versate. Come commissioni, imposte e corrispettivi. La novità interessa soprattutto i mercati in cui la normativa consente agli sviluppatori di usare sistemi di pagamento esterni all’App Store. Secondo il nuovo accordo, l’azienda può “compensare o recuperare” qualsiasi importo dovuto, comprese somme riscosse per conto dello sviluppatore dagli utenti finali. In pratica, Apple potrà trattenere denaro dai proventi di beni digitali, abbonamenti e app a pagamento senza preavviso. Le tempistiche sono indefinite: la trattenuta può avvenire “in qualsiasi momento” o “di tanto in tanto”. Lasciando margini ampi per interventi improvvisi se i conti dello sviluppatore risultano discordanti rispetto a quelli di Apple.
Apple: ecco i dettagli per la nuova pratica di recupero crediti
La portata delle nuove regole si estende anche ad affiliate e società collegate. Consentendo potenzialmente di trattenere somme provenienti da altre app dello stesso sviluppatore o da applicazioni di società controllanti. Ciò allarga il raggio di azione dell’azienda, creando scenari finanziari complessi per chi gestisce più applicazioni.
Le novità arrivano in un contesto normativo articolato. In Europa, Apple sostituirà la Core Technology Fee (CTF), attualmente pari a 0,50 euro per ogni prima installazione annuale oltre il milione, con la Core Technology Commission (CTC) da gennaio 2026. La nuova formula, basata su percentuali variabili, interesserà soprattutto app con metodi di pagamento esterni, aumentando la complessità dei calcoli per gli sviluppatori. Negli Stati Uniti, invece, alcune commissioni restano sotto osservazione legale. Di recente, una corte federale ha stabilito che un tribunale dovrà valutare quali percentuali Apple possa riscuotere, senza confermare il precedente tasso del 27%.
Il nuovo accordo non si limita agli aspetti finanziari. Apple introduce anche regole più stringenti su verifica dell’età, conformità delle app iOS in Giappone e sull’uso di assistenti vocali e chatbot AI. Viene vietata la registrazione di audio, video o schermo senza il consenso dell’utente. Un divieto che punta a tutelare la privacy, pur lasciando margini per attività legittime di testing o debugging. Con tali modifiche, Apple rafforza il controllo sui flussi economici e sugli standard di conformità, costringendo gli sviluppatori a ridefinire strategie e procedure per restare in regola e proteggere i propri ricavi.
