Oggi orbitano attorno alla Terra circa 13.000 satelliti, quasi quattro volte quelli presenti nel 2020. Di questi, circa 9.300 appartengono a SpaceX. La quale domina la bassa orbita terrestre con la costellazione Starlink. Episodi simili riportano l’attenzione sulla gestione condivisa dello spazio orbitale. Con il traffico spaziale intorno alla Terra che continua a crescere, aumenta anche il numero di possibili rischi. A tal proposito, è emblematico un recente episodio che ha coinvolto un satellite Starlink di SpaceX. Quest’ultimo, infatti, ha sfiorato un veicolo cinese, passando a soli 200 metri di distanza. Il tutto mentre entrambi si muovevano a oltre 27.000 chilometri orari. Il fatto è avvenuto il 12 dicembre, a un’altitudine di circa 560 chilometri sopra l’Oceano Pacifico orientale. Riguardo la questione si è espresso Michael Nicolls, vicepresidente dell’ingegneria di Starlink. Il quale ha sottolineato che non è stato possibile alcun coordinamento con il satellite cinese.
Ecco i dettagli sul recente quasi incidente tra Starlink e un satellite cinese
Il satellite cinese faceva parte di un gruppo di nove veicoli lanciati con un razzo Kinetica 1. Tra i satelliti c’erano dispositivi multifunzione, uno per l’osservazione della Terra destinato agli Emirati Arabi Uniti. Uno scientifico per l’Egitto e uno educativo per il Nepal. Al momento, non è stato possibile identificare quale fosse l’oggetto che Starlink ha rischiato di colpire.
La società cinese CAS Space, responsabile del lancio, ha dichiarato di star raccogliendo ulteriori dati. Inoltre, ha precisato che le finestre di lancio vengono pianificate usando sistemi di sorveglianza spaziale da terra. Ciò con lo scopo di evitare collisioni con satelliti noti o detriti. L’azienda ha anche considerato la possibilità di un futuro coordinamento internazionale. A tal proposito, ha evidenziato la necessità di rafforzare le collaborazioni nella New Space economy.
In tale contesto, senza regole più stringenti e sistemi di coordinamento globali, il rischio di collisioni e la creazione di detriti spaziali continueranno a crescere. Mettendo così in pericolo future missioni.
