Il regifting si conferma come uno dei fenomeni più rappresentativi del Natale italiano. Ogni anno, sotto l’albero, finiscono milioni di doni che non incontrano i gusti di chi li riceve e il Natale resta il momento in cui questo scarto emerge con maggiore evidenza.
Secondo una recente indagine condotta da Ipsos Doxa per eBay, in Italia si contano circa 30 milioni di regali indesiderati. Un dato che racconta come, paradossalmente, siano proprio le persone più vicine a sbagliare più spesso. Amici, partner e familiari stretti occupano i primi posti nella classifica dei regali fuori target, smentendo l’idea che la conoscenza personale garantisca sempre la scelta giusta.
Di fronte a questa situazione, il regifting diventa una soluzione pratica e sempre meno stigmatizzata. Se fino a pochi anni fa prevaleva l’idea di tenere il regalo per educazione o di relegarlo in un cassetto, oggi cresce la quota di chi sceglie di rivenderlo. La percentuale di italiani che decide di farlo è in aumento costante e raggiunge ormai una persona su cinque. Il regifting non viene più percepito solo come un ripiego, ma come un modo intelligente di ridare valore a oggetti inutilizzati.
Regifting digitale, risparmio e sostenibilità guidano il cambiamento
Il regifting trova nel digitale il suo principale alleato, confermando come le piattaforme online siano diventate il punto di riferimento per la compravendita di oggetti di seconda mano. Tale procedura non riguarda solo la vendita, ma anche l’acquisto di articoli di seconda mano da regalare. Una pratica ormai accettata da una larga maggioranza, soprattutto quando entrano in gioco motivazioni legate alla sostenibilità.
Il risparmio resta la principale destinazione del denaro ottenuto dalla rivendita, seguito dal desiderio di acquistare qualcosa di più in linea con i propri gusti. Diminuisce invece l’uso dei ricavi per coprire le spese natalizie, segno che il regifting viene vissuto sempre più come una scelta consapevole e non emergenziale.
Come sottolineato da Margot Olifson, il regifting racconta oggi un approccio più responsabile al consumo, in cui ogni oggetto può avere più di una vita.
Cresce anche la percezione del regifting come pratica sostenibile, capace di ridurre sprechi e rifiuti, anche se una parte degli italiani continua a considerarla poco rispettosa. Il quadro che emerge è quello di un fenomeno ormai stabile, che non si limita al periodo natalizio ma accompagna tutto l’anno.
