Zoom sta facendo una mossa piuttosto interessante, e questa volta riguarda davvero tutti, non solo chi paga un abbonamento. Nelle scorse ore è infatti iniziato il rilascio sul web dell’AI Companion con l’aggiornamento alla versione 3.0, e la notizia più rilevante è che l’assistente basato sull’intelligenza artificiale arriva finalmente anche per gli utenti del piano gratuito. Certo, non è un’apertura totale e senza paletti, ma è comunque un segnale chiaro della direzione che l’azienda vuole prendere.
Zoom amplia l’accesso all’assistente AI con la versione 3.0
Chi utilizza Zoom senza sottoscrivere un piano a pagamento potrà iniziare a familiarizzare con l’AI Companion, anche se con qualche limite ben preciso. L’assistente potrà essere utilizzato in un massimo di tre riunioni al mese, un numero che non cambia la vita ma che permette di capire se queste funzioni possono davvero tornare utili nel lavoro di tutti i giorni. E, a voler essere onesti, è già sufficiente per farsi un’idea concreta di cosa sia in grado di fare. Tra le funzioni disponibili troviamo il riepilogo automatico delle riunioni, la possibilità di fare domande in tempo reale mentre si è collegati e un aiuto pratico nella creazione di note e appunti, soprattutto quando le call iniziano a diventare lunghe e dense di informazioni.
Oltre al limite sul numero di riunioni, gli utenti Basic dovranno fare i conti anche con un tetto massimo di venti query complessive. Le domande possono essere inserite sia dal pannello laterale classico sia dalla interfaccia web, pensata per rendere l’interazione con l’assistente un po’ più fluida e immediata. Per chi invece vuole togliere ogni restrizione, Zoom propone lo sblocco completo dell’AI Companion al costo di 10 dollari al mese, una cifra che l’azienda evidentemente considera sostenibile per un uso più intensivo e continuativo.
Per rendere l’esperienza meno intimidatoria, soprattutto per chi non ha ancora molta confidenza con gli strumenti di intelligenza artificiale, Zoom ha deciso di introdurre anche una serie di prompt di esempio. È un dettaglio che può sembrare secondario, ma in realtà aiuta molto a capire come “parlare” all’assistente e quali risultati ci si può aspettare, evitando quella sensazione di smarrimento tipica dei primi utilizzi.
Il nuovo AI Companion di Zoom semplifica le riunioni
Dal punto di vista tecnico, l’AI Companion 3.0 si basa su una combinazione di modelli proprietari e soluzioni di terze parti, tra cui OpenAI e Anthropic. Questa nuova versione è già in grado di pescare informazioni e file non solo dall’ecosistema Zoom, ma anche da servizi esterni come Google Drive e Microsoft OneDrive. Nei prossimi aggiornamenti minori è previsto anche il supporto a Gmail e Microsoft Outlook, ampliando ulteriormente il raggio d’azione dell’assistente.
Una delle novità più interessanti è il report giornaliero automatico, che riassume riunioni, attività e aggiornamenti della giornata, una funzione pensata chiaramente per chi vive immerso tra call e scadenze. Inoltre, l’AI Companion permette di creare e modificare documenti basati sulle riunioni, trasferirli su Zoom Docs e coinvolgere altri membri del team per lavorare insieme. I file possono poi essere esportati in diversi formati, da Markdown a PDF e Word, rendendo il tutto sorprendentemente flessibile. Non è ancora l’assistente definitivo, ma Zoom sembra aver trovato una strada molto concreta per portare l’AI nel lavoro quotidiano senza complicarlo inutilmente.
