Con la competizione globale sull’intelligenza artificiale, Trump sceglie di intervenire direttamente sul fronte interno lanciando la U.S. Tech Force. Si tratta di un’iniziativa che mira a portare competenze avanzate di AI e tecnologia all’interno delle agenzie federali. Il piano sarà coordinato dall’Office of Personnel Management. Esso prevede l’inserimento di circa 1.000 professionisti nel corso dei prossimi due anni. Tutti avranno contratti a tempo determinato della durata di 24 mesi.
Secondo l’amministrazione, lo Stato federale soffre da anni di una carenza strutturale di competenze tecniche. Tale situazione rallenta la modernizzazione dei servizi pubblici e rende più difficile l’adozione efficace di strumenti basati sull’AI. L’idea alla base della U.S. Tech Force è quella di superare modelli centralizzati e poco flessibili, assegnando direttamente ingegneri, data scientist e specialisti di intelligenza artificiale alle singole agenzie, a stretto contatto con i team operativi e i dirigenti responsabili dei progetti. I partecipanti lavoreranno su iniziative considerate strategiche. Ogni dipartimento manterrà autonomia nella definizione delle priorità. Il loro obiettivo è quello di ottenere risultati concreti e misurabili in tempi brevi.
Trump, Big Tech e stipendi: una sfida anche al settore privato
Uno degli elementi più rilevanti del progetto voluto da Trump è il coinvolgimento diretto del settore privato. Oltre due dozzine di grandi aziende tecnologiche hanno aderito come partner della U.S. Tech Force. Tra essi troviamo nomi di primo piano come Amazon Web Services, Apple, Google Public Sector, Microsoft, Nvidia, OpenAI, Meta, Oracle e Salesforce.
In alcuni casi, le aziende partner potranno anche favorire la partecipazione temporanea di propri dipendenti. Proprio loro prenderanno un periodo di aspettativa per lavorare all’interno delle agenzie federali. Al termine dei due anni, i professionisti coinvolti potranno scegliere se proseguire la carriera nel settore pubblico o rientrare nel mondo privato.
Per rendere il programma attrattivo, l’amministrazione Trump ha previsto stipendi competitivi. Si parla infatti di retribuzioni che dovrebbero collocarsi indicativamente tra i 120.000 e i 185.000€ l’anno. Somma che varia a seconda del ruolo e dell’ente di assegnazione, oltre ai benefit tipici del pubblico impiego federale.
