L’asfalto delle strade continua a rappresentare una sfida ingegneristica durante l’inverno. Ciò soprattutto nelle regioni in cui le temperature oscillano attorno allo zero. Il ciclo di gelo e disgelo provoca solitamente microfratture. Le quali, con il passare del tempo e sotto il peso del traffico, evolvono in crepe e buche. Tali danni compromettono la sicurezza di automobilisti e pedoni. Ed incidono anche sul bilancio delle amministrazioni locali per la manutenzione. Per affrontare il problema, alcuni ricercatori hanno individuato una possibile soluzione alternativa al bitume tradizionale. Il materiale derivato dal petrolio utilizzato come legante nell’asfalto. L’innovazione consiste in un legante ottenuto da oli di microalghe, in grado di integrare, e in parte sostituire, il bitume convenzionale. Tale approccio punta a migliorare la resistenza delle strade alle basse temperature e ridurre l’impatto ambientale di un prodotto largamente utilizzato.
Asfalto protetto da oli di micro-alghe?
Il bitume classico garantisce una certa flessibilità con l’alternanza di caldo e freddo, ma tende a irrigidirsi quando le temperature scendono troppo. In tali condizioni, le sollecitazioni del traffico e la penetrazione dell’acqua accelerano la formazione di crepe. Riducendo la durabilità del manto stradale. Le microalghe, grazie alle loro proprietà chimiche, offrono una maggiore elasticità e una migliore resistenza all’umidità. Secondo gli sviluppatori, il nuovo legante potrebbe perfino favorire un effetto di autoriparazione, prolungando la vita utile delle strade.
Nello studio più recente, i ricercatori hanno esaminato oli derivati da diverse specie di microalghe, analizzando la compatibilità con i componenti solidi dell’asfalto e le prestazioni sotto stress. Tra cui, la Haematococcus pluvialis, una microalga d’acqua dolce, si è distinta per la capacità di resistere alle deformazioni permanenti simulate nei test di laboratorio. Gli esperimenti hanno coinvolto campioni di asfalto sottoposti a cicli ripetuti di carico e a condizioni di gelo/disgelo. I risultati hanno evidenziato un incremento fino al 70% della capacità di recupero rispetto all’asfalto tradizionale.
Oltre agli aspetti tecnici, emergono anche vantaggi ambientali. L’integrazione di microalghe potrebbe ridurre le emissioni di carbonio associate alla produzione di asfalto. Una sostituzione minima dell’1% del bitume con olio di microalghe ridurrebbe le emissioni di circa il 4,5%. Mentre un utilizzo più esteso potrebbe teoricamente rendere il manto stradale vicino alla neutralità carbonica.
