La vicenda della piattaforma X-GPU si è conclusa nel modo peggiore per gli utenti. Migliaia di investitori si sono ritrovati senza accesso ai propri fondi. La piattaforma, che si presentava come un servizio innovativo di computazione AI in grado di generare rendite settimanali in stablecoin, ha interrotto ogni comunicazione. Lasciando dietro di sé una scia di incertezze e fondi irreperibili. La narrativa della piattaforma faceva leva sulla crescente richiesta di potenza computazionale da parte delle aziende che sviluppano AI. Suggerendo che i guadagni fossero garantiti da un’attività reale e sostenibile. La piattaforma ha funzionato come uno schema Ponzi: i primi pagamenti arrivavano effettivamente, ma provenivano dai versamenti dei nuovi utenti e non da un’attività economica reale. Quando i flussi in entrata non hanno più coperto le uscite, il sistema è collassato. Gli amministratori hanno chiuso i canali di comunicazione e abbandonato i gruppi Telegram.
Risvolto drammatico per gli utenti di X-GPU
Nel dettaglio, la piattaforma proponeva agli utenti l’acquisto di quote di presunti server dedicati all’intelligenza artificiale. Ciò con la promessa di rendimenti automatici in USDT proporzionali all’investimento. Si poteva iniziare con cifre molto basse, mentre chi investiva somme più alte avrebbe ricevuto pagamenti settimanali più consistenti. Nonostante la presentazione convincente, non esistevano documentazioni tecniche verificabili o prove concrete dell’esistenza dei server.
Negli ultimi giorni prima del blackout, X-GPU aveva promosso un nuovo dispositivo, l’“iX2026 Commemorative Edition”. Aprendo ulteriori slot e facendo leva sul senso di urgenza per raccogliere gli ultimi capitali. L’iniziativa ha avuto l’effetto di concentrare ancora più fondi nelle mani degli amministratori prima della sparizione definitiva.
Le conseguenze per le vittime sono gravi. In assenza di un’entità legale reperibile, l’unica possibilità consiste nella raccolta di prove documentali. Transazioni, ricevute e conversazioni con il team della piattaforma possono costituire la base per eventuali azioni legali. La vicenda di X-GPU sottolinea i rischi insiti in proposte di investimento che promettono rendimenti costanti e garantiti senza un fondamento operativo reale.
