Nel settore gaming c’è un videogioco, firmato da Andrea Lucco Borlera e prodotto dallo studio italiano Santa Ragione, che ha attirato l’attenzione internazionale. Ciò non soltanto per le sue scelte estetiche e narrative, ma soprattutto per la sua improvvisa rimozione dallo store di Steam. Il titolo in questione è Horses è sta già facendo parlare di sé. La sua esclusione dallo Store rappresenta un episodio che ha avuto ripercussioni immediate sulla stabilità economica dello studio. Mettendone a rischio la sopravvivenza. Lucco Borlera, insegnante e autore indipendente, ha concepito Horses come un’opera destinata a un pubblico adulto. Lontana dalle logiche dell’intrattenimento tradizionale. Il progetto nasce da un’immagine di matrice cinematografica che ha poi trovato forma interattiva, dando vita a un’esperienza che fonde live action, simbolismo e una rappresentazione volutamente disturbante del potere. L’ambientazione rurale, ispirata a un contesto reale, diventa lo scenario di una narrazione in cui il giocatore assume il ruolo di un giovane impegnato in un viaggio-lavoro. Costretto a confrontarsi con un fattore autoritario e violento.
Horses: ecco il commento dell’autore su quanto accaduto
L’interazione è pensata per generare disagio e coinvolgimento emotivo. Attraverso scelte limitate e situazioni ambigue, il gioco mette in scena dinamiche di sottomissione e conflitto morale. Spingendo chi gioca a interrogarsi sulla difficoltà di sottrarsi a sistemi autoritari. La componente visiva richiama il cinema muto, con una grana marcata, cartelli testuali e un suono continuo che evoca il funzionamento di un proiettore.
La rimozione di Horses da Steam ha spostato il dibattito. Tale decisione, considerata poco trasparente, può risultare determinante per il destino di un piccolo studio indipendente. Secondo l’autore, il rischio non riguarda solo il singolo caso, ma la possibilità che si affermi una forma di autocensura preventiva. Indotta dal timore di esclusione da canali fondamentali per la sostenibilità economica.
Alla luce delle difficoltà incontrate con Horses, l’autore non esclude che i suoi lavori futuri possano assumere una dimensione più personale e sperimentale. Ciò al di fuori di produzioni strutturate. Una prospettiva che riflette le incertezze di un settore in cui la libertà espressiva e la sostenibilità economica appaiono sempre più legate alle scelte di pochi attori.
