L’intelligenza artificiale generativa ha smesso da tempo di essere solo un argomento di curiosità tecnologica: è diventata una fonte concreta di ansia, soprattutto nel mondo del lavoro. Negli Stati Uniti e in Giappone, recenti sondaggi raccontano una storia simile: circa tre lavoratori su dieci temono che il proprio lavoro possa essere sostituito da un algoritmo entro i prossimi dieci anni. Il dato diventa più interessante se si guarda alla prospettiva temporale: secondo gli intervistati, il 10% dei ruoli sparirà entro un anno, e il 20% entro cinque. Numeri che mettono pressione anche ai professionisti più sicuri di sé.
Chi usa più AI teme di più l’AI: il paradosso dai sondaggi USA-Giappone
C’è però un paradosso curioso, che riguarda proprio chi usa più assiduamente questi strumenti. Negli Stati Uniti, chi utilizza l’AI generativa anche nella vita privata percepisce il rischio di sostituzione circa cinque punti percentuali più alto rispetto a chi non la usa. Chi ha familiarità con questi strumenti vede dunque la potenza e la disruptive force dell’AI con maggiore chiarezza, e forse un po’ di timore. In Giappone, invece, dove l’uso privato dell’AI è molto meno diffuso – solo il 31% contro il 69% negli USA – questo effetto non si nota.
Secondo Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori della community italiana “Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice”, il problema non è l’AI in sé. La vera difficoltà risiede nella mancanza di competenze professionali. “Non dovremmo aver paura dell’AI generativa, ma del fatto di non saperla usare”, spiegano. Usarla per hobby o curiosità non basta; poche persone sanno sfruttare l’AI per migliorare produttività, processi aziendali o risultati concreti.
Verso la Generative AI WEEK 2026
Per colmare questo gap è nata la Generative AI WEEK 2025, un evento online gratuito che si è svolto su AI Play dal 17 al 21 novembre. La formula ha avuto successo, con oltre 14.500 iscritti ai 27 eventi live, che hanno affrontato temi molto pratici: dalla creazione di contenuti visivi, report e siti web, fino a piani editoriali, pubblicità e presentazioni aziendali, senza trascurare la normativa italiana sul tema. Sono stati mostrati strumenti come Gemini Enterprise, ChatGPT, Midjourney, Claude e Perplexity, insegnando a usarli in modo strategico e concreto.
L’esperienza accumulata dalla community, che ha già coinvolto più di 80.500 partecipanti, prepara ora il terreno per la prossima edizione, prevista alla Fiera di Milano Rho il 19 e 20 maggio 2026. L’obiettivo è ambizioso: superare le 25mila presenze e ospitare oltre 700 speaker internazionali, tra cui nomi di spicco come Luca Ferrari, CEO di Bending Spoons, Michele Catasta, Presidente di Replit, e Silvia Wang, CEO di Serenis. Più che una fiera, un’occasione per dimostrare che la chiave non è temere l’AI, ma imparare a padroneggiarla davvero.
