Nelle ultime ore si sta parlando molto della possibilità che la Terra venga investita da una nuova tempesta geomagnetica piuttosto intensa. La segnalazione è arrivata dal NOAA, che nei giorni scorsi aveva già lanciato un’allerta dopo aver osservato un brillamento solare davvero notevole, classificato M8.1, nella regione attiva 4299 del Sole. L’eruzione è avvenuta nella serata di sabato 6 dicembre, proprio poco prima delle 22 in Italia, e la radiazione è arrivata praticamente subito fino a noi, causando un blackout radio prolungato sopra l’Oceano Pacifico. È il genere di evento che di solito rimane confinato nelle notizie tecniche, ma questa volta se ne parla di più perché la tempesta è di tipo G3, come quella del mese scorso, e la scala arriva solo fino a G5.
Come una tempesta geomagnetica può influenzare satelliti e elettricità
A rendere la situazione più interessante è il fatto che l’espulsione di massa coronale partita con l’eruzione punta quasi dritta verso la Terra. La regione 4299 si trova proprio in quella posizione “frontale” che aumenta le probabilità di un impatto diretto e, di conseguenza, degli effetti geomagnetici che stiamo aspettando. Secondo le previsioni del NOAA, la finestra più critica è già aperta: la fase forte dovrebbe essere iniziata questa mattina presto e proseguire fino a metà giornata. È un orario poco spettacolare, almeno per noi, perché le aurore che spesso accompagnano questi fenomeni richiedono il buio totale. Questa volta, insomma, niente cieli colorati sulle nostre latitudini.
Vale comunque la pena ricordare che le tempeste geomagnetiche sono fenomeni molto più frequenti di quanto si pensi. Normalmente passano del tutto inosservate perché i loro effetti si limitano a piccoli disturbi temporanei nei sistemi tecnologici. Si tratta sostanzialmente dell’arrivo di un’ondata di particelle cariche provenienti dal Sole, che “stropiccia” il campo magnetico terrestre e può creare qualche disagio: disturbi al GPS, problemi ai collegamenti radio, potenziali danni ai satelliti e, nei casi più forti, blackout elettrici. La maggior parte delle persone non se ne accorge neanche, a meno che non lavori in uno dei settori più esposti.
Aurora boreale in arrivo: quando la tecnologia incontra il sole
C’è però il lato spettacolare delle aurore boreali, che ogni tanto sconfinano in zone dove normalmente non si vedrebbero mai. Per assistere a quelle veramente scenografiche serve una tempesta più intensa di questa, una G4 almeno, e soprattutto la notte fonda. Negli Stati Uniti qualcuno potrebbe avere una piccola possibilità in più, perché lì adesso è buio, mentre da noi il passaggio avviene nelle ore meno favorevoli. In pratica, la giornata potrebbe scorrere del tutto normale. Se però mentre siete in macchina il navigatore dovesse comportarsi in modo strano – improbabile, ma non del tutto impossibile – almeno sapete che cosa potrebbe esserci dietro.
