La Commissione europea ha avviato un’indagine formale su Meta dopo le modifiche introdotte a ottobre 2025 sulle API di WhatsApp Business. Le nuove regole vietano ai fornitori di intelligenza artificiale di offrire servizi principali tramite l’app. Consentendo l’uso delle API solo per funzioni accessorie come l’assistenza clienti. Bruxelles teme che questa politica favorisca esclusivamente i servizi proprietari “Meta AI”. Limitando l’accesso degli altri concorrenti nello Spazio Economico Europeo.
La misura ha già avuto conseguenze concrete. OpenAI e Microsoft hanno rimosso ChatGPT e Copilot da WhatsApp. La Commissione sottolinea che la piattaforma rappresenta un canale essenziale per molte aziende. E che i fornitori di AI offrono strumenti importanti per generare contenuti, ottenere risposte o interagire con assistenti digitali direttamente dall’app.
L’indagine europea si applicherà a tutti i Paesi dell’EU eccetto l’Italia. Qui l’Autorità Garante della Concorrenza sta già conducendo un procedimento analogo. Bruxelles agirà quindi con competenza esclusiva. Impedendo alle autorità nazionali e ai tribunali locali di prendere decisioni in conflitto con la procedura europea. La durata dell’indagine non è fissata e dipenderà dalla complessità del caso e dalla collaborazione di Meta. In caso di violazioni antitrust, l’azienda rischia multe fino al 10% del fatturato mondiale. Stimato in circa 16,45 miliardi di dollari.
Meta respinge le accuse, Bruxelles conferma la priorità dell’indagine
Meta ha respinto le contestazioni della Commissione europea, definendole “prive di fondamento”. L’azienda ha spiegato che le modifiche alle API mirano a evitare sovraccarichi dei sistemi causati dall’uso massiccio dei chatbot AI, inizialmente non progettati per gestire carichi così elevati. Il portavoce ha inoltre ribadito che il mercato dell’intelligenza artificiale rimane competitivo. E anche che gli utenti possono comunque accedere ai servizi desiderati tramite app store, motori di ricerca, email, integrazioni di terze parti e sistemi operativi.
La commissaria europea alla concorrenza Teresa Ribera ha sottolineato l’importanza di preservare un ecosistema competitivo e innovativo. Garantendo che cittadini e aziende possano beneficiare di un accesso equo alle tecnologie. L’indagine sarà seguita con attenzione. Considerata prioritaria nel quadro del monitoraggio europeo dei mercati dell’intelligenza artificiale. Avviato nel 2024 e aggiornato a settembre 2024. L’obiettivo è verificare se le regole di Meta limitino realmente la concorrenza e impediscano ai fornitori di AI di operare su WhatsApp. Proteggendo allo stesso tempo l’innovazione e l’efficienza del mercato digitale europeo.
