Nel dibattito internazionale sulla robotica, un dispositivo ha attirato l’attenzione dopo la sua comparsa al World Robot Conference di Pechino. Si tratta del T800 di EngineAI. Non è stato il suo design a catturare l’attenzione, ma il modo in cui l’azienda ha deciso di presentarlo. L’idea dichiarata è quella di mostrare un umanoide in grado di gestire dimostrazioni di combattimento controllato. Inoltre, il robot si distingue per dimensioni che ricalcano quelle di un adulto, con i suoi 173 centimetri e un peso che raggiunge i 75 chilogrammi comprensivi di batteria. Ma sono le sue capacità meccaniche ad aver polarizzato il dibattito. Il T800 adotta, infatti, una configurazione con 41 gradi di libertà, una scelta non comune che permette movimenti ampi e complessi. Ventinove sono distribuiti sul corpo, mentre sette sono dedicati a ciascuna mano. Caratteristica che consente torsioni rapide del busto, calci acrobatici e rotazioni.
Presentato il nuovo robot T800 di EngineAI: ecco le sue caratteristiche
Le prestazioni sono sostenute da motori di giunto capaci di raggiungere i 450 newton metro di coppia. Un valore che spiega la facilità con cui il robot esegue scatti o variazioni improvvise di assetto. La componente percettiva integra un sistema di LiDAR a 360 gradi, visione stereoscopica e un’elaborazione dei dati con tempi di risposta nell’ordine dei millisecondi. A gestire il carico computazionale intervengono un’unità Intel N97 e un modulo NVIDIA AGX Orin che raggiunge 275 TOPS. Capacità che consente una lettura rapida dell’ambiente circostante e supporta una velocità di camminata fino a tre metri al secondo.
Sul fronte costruttivo, il robot adotta pannelli in alluminio aeronautico, soluzione pensata per coniugare robustezza e riduzione del peso. Le sezioni delle gambe ospitano un sistema di raffreddamento attivo, tecnologia introdotta per mantenere costante la temperatura durante sequenze ad alta intensità e garantire fino a quattro ore di autonomia operativa. L’alimentazione è affidata a una batteria allo stato solido progettata per essere sostituita rapidamente.
Resta invece meno chiara l’architettura software. L’azienda fa riferimento alla possibilità di uno “sviluppo secondario” e all’accesso alle API, ma non ha ancora presentato una piattaforma completa che permetta la creazione di applicazioni stabili e scalabili. Senza un kit di sviluppo definito, anche un progetto con simili capacità hardware rischia di rimanere una dimostrazione tecnica. Non resta che attendere e scoprire le prossime evoluzioni per il robot.
