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L’idea di far decollare un velivolo elettrico direttamente dall’acqua, senza piste né infrastrutture fisse, esce oggi dal regno della sperimentazione. In Cina, AutoFlight ha presentato il primo vertiporto galleggiante per eVTOL, una soluzione che punta a rivoluzionare il trasporto urbano e intercostiero a bassa quota. Sviluppata in collaborazione con CATL, la piattaforma combina autonomia energetica e flessibilità logistica, due elementi chiave per lo sviluppo di un nuovo ecosistema di mobilità aerea sostenibile.
Un hub marittimo per la mobilità del futuro
Il vertiporto non è solo un punto di decollo, ma un vero e proprio hub autosufficiente. La piattaforma, simile a un piccolo porto turistico, dispone di un’area esterna per le manovre di atterraggio e decollo e di una struttura coperta dotata di pannelli solari. All’interno trovano spazio una sala d’attesa per i passeggeri e un centro di controllo tecnico, entrambi alimentati da energia rinnovabile. L’obiettivo è garantire un’infrastruttura totalmente elettrica, capace di operare in modo indipendente dalla rete e con un impatto ambientale ridotto.
A differenza dei vertiporti terrestri, la versione galleggiante è rapidamente installabile e facilmente trasferibile. Può essere spostata lungo le coste o nei pressi di porti e piattaforme offshore, adattandosi alle esigenze logistiche di ogni territorio. La modularità del progetto consente inoltre di collegare più unità tra loro, creando vere e proprie reti mobili in grado di servire rotte più lunghe o aree isolate, dove costruire infrastrutture permanenti risulterebbe troppo costoso o complesso.
Mobilità, soccorso e industria: gli scenari possibili
AutoFlight individua cinque principali applicazioni: manutenzione di impianti energetici marini, soccorso in mare, collegamenti pendolari veloci, turismo e creazione di hub mobili per la logistica. Tra i velivoli compatibili figurano il cargo “CarryAll”, con una capacità di due tonnellate, e il più compatto “White Shark” per operazioni industriali. Per il trasporto passeggeri, invece, la piattaforma supporta “Prosperity”, un eVTOL da sei posti destinato a sostituire i tragitti brevi via mare o via terra, riducendo drasticamente tempi e costi di spostamento.
Le prime unità operative sono già state consegnate, segnando di fatto il debutto commerciale di questa nuova infrastruttura. I test hanno mostrato che un eVTOL può raggiungere piattaforme fino a 150 chilometri di distanza in meno di un’ora, dieci volte più rapidamente rispetto ai mezzi marittimi tradizionali. Per tratte più brevi, come un collegamento di 50 chilometri tra due baie, bastano venti minuti di volo e un costo stimato di circa 42 euro, con tariffe destinate a scendere man mano che le flotte si espanderanno.
Un passo decisivo per la mobilità elettrica aerea
AutoFlight prevede una forte crescita della domanda nei prossimi anni, con un piano di espansione che interesserà i principali porti cinesi, le aree turistiche costiere e gli impianti eolici offshore. Il vertiporto galleggiante rappresenta dunque una delle prime infrastrutture realmente pronte per la mobilità aerea di nuova generazione, aprendo la strada a un modello “mare-aria” che potrebbe essere replicato anche in Europa e negli Stati Uniti. Con questo progetto, la Cina dimostra di voler accelerare sulla via della mobilità sostenibile integrata, spostando il confine tra trasporto marittimo e aereo sempre più vicino al futuro.
